Di seguito il mio pezzo uscito sul blog La 27esima ora di Corriere.it 
Donne libere o in carriera: un altro modello imposto?
Quando è stata nominata, due anni fa, Kristina Schröder è diventata
il più giovane ministro di sempre della Germania. Ed è stata anche
la prima ad avere un figlio mentre era in carica, l’anno scorso.
Adesso la
34enne cristianodemocratica responsabile del dicastero tedesco «
per la famiglia, gli anziani, le donne e i giovani» ha pubblicato un libro sulla condizione delle donne, insieme alla sua collaboratrice Caroline Waldeck.
Un esempio di donna emancipata, a cui tutte guardano come un modello, viene da pensare. E invece
la Schröder è riuscita nell’impresa di far infuriare la maggioranza delle tedesche, e una petizione online contro di lei ha già raccolto oltre 24 mila firme.
La colpa è proprio del libro, «
Danke, emanzipiert sind wir selber. Abschied vom Diktat der Rollenbilder» («Grazie, siamo già emancipate da sole. Diciamo no alla dittatura dei ruoli», edito da Piper), in cui
rimprovera alle «femministe» di propagandare un modello carrieristico e oppressivo, invece di lasciare le donne libere di scegliere la vita che vogliono.
L’accusa non è nuova, e riecheggia quella circolata in Italia in questi anni nel dibattito sul corpo delle donne. In un contesto del tutto diverso, anche a Lorella Zanardo è stato ingiustamente rimproverato di voler insegnare alle donne come vivere, perché ha criticato l’immagine riduttiva delle femminilità in tv o gli stereotipi sulle donne.
Aggiornamento: Il 6 giugno scorso il governo della cancelliera Angela Merkel ha approvato il Betreuungsgeld, l'«assegno di sostegno» per i genitori che decideranno di tenere i figli a casa invece di mandarli all'asilo. La proposta di legge, che nelle intenzioni dell'esecutivo dovrà essere approvata dal parlamento prima della pausa estiva, prevede che dal 2013 lo Stato paghi 100 euro mensili a tutte le famiglie che decideranno di non mandare i figli in un asilo pubblico nel secondo anno di vita. Dal 2014 il contributo salirà a 150 euro mensili e varrà anche per il terzo anno di vita dei bambini, a prescindere dal reddito dei genitori.