Adele Orioli, responsabile delle iniziative giuridiche dell'Uaar (unione di atei agnostici e razionalisti), spiega in questa intervista a City perché è fondamentale - purtroppo - difendere il diritto a non credere in dio.
Tra parentesi l'Uaar è forse l'unica associazione a sostenere nel proprio statuto che non dovrebbe esistere: in un Paese civile, in cui i diritti umani sono rispettati, non credere è una manifestazione come le altre della libertà di pensiero e coscienza. Cliccate sulle immagini per ingrandirle.
Condivido la piattaforma della manifestazione "Liberi di non credere" a cui ho partecipato.
RispondiEliminaTuttavia non posso esimermi dal commentare che Adele Orioli è tanto brava a utilizzare belle parole e contrabbandare il proprio visino su convenienti canali di comunicazione, quanto è falsa la sua affermazione 'se mi comporto bene è per amore del prossimo' riportata nell'intervista: all'interno della stessa Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti si è resa protagonista di episodi inqualificabili tra attacchi insultanti ai colleghi per distogliere dalle proprie incompetenze e false testimonianze rese in sede istituzionale.
E' veramente un peccato che il messaggio di elevata etica umanista recato dall'UAAR sia veicolato da individui di questo livello.
Auspico che una grande associazione come l'UAAR sappia ripristinare al proprio interno principi di onestà democratica e personale dei propri dirigenti, proprio perché ora più che mai l'UAAR è indispensabile al progresso civile ed etico del Paese.
Leggo con stupore questo commento rancoroso.
RispondiEliminaA chi giova questo commento? Sicuramente ai detrattori di noi atei e agnostici.
Ti invito a non sparare accuse subdole e senza riferimenti precisi. Serve solo ai bacchettoni che ci contrastano.