giovedì 16 aprile 2009

Berlusconi: "Se referendum Lega fa cadere governo"


"Abbiamo ceduto alla richiesta di un partito della maggioranza, che se non avessimo accettato avrebbe fatto cadere il governo" Silvio Berlusconi, Poggio Picenze, 16 aprile 2009


L'election day, cioè l'accorpamento delle elezioni europee con quelle amministrative e il referendum, avrebbe fatto risparmiare allo Stato e ai cittadini italiani 400 milioni di euro. La Lega ha detto no perché teme il referendum e vuole che non raggiunga il quorum per la validità. Berlusconi ha detto no, perché non vuole problemi con la Lega. Comprensibile, ma a noi costa 400 milioni di euro.

Per guadagnarli, una persona che prende 1.500 euro al mese (circa trentamila lordi l'anno) dovrebbe lavorare tredicimilatrecentotrentatre anni. Ma noi li buttiamo dalla finestra, perché la Lega ha paura del libero voto degli italiani. E' questa la cosa scandalosa: la Lega potrebbe fare una campagna elettorale per l'astensione, oppure per il no. Sarebbe giusto e legittimo. Invece ricorre ai trucchi per favorire l'astensione inconsapevole. Forse ritiene che gli italiani siano stupidi? O di non poterli convincere che ci siano buoni motivi per astenersi?

Non lo so. Ma so che, oltre a uno spreco di soldi, rifiutare l'accorpamento elettorale è uno spreco di democrazia. Un partito, oltretutto di governo, vuole favorire il fatto che gli italiani non scelgano. E il premier lo asseconda perché non vuole perdere il suo posto. Eppure Berlusconi, altre volte, non ha avuto problemi a dar contro alla Lega. Guardate qua.

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