"Questa legge qua l'ho scritta io, è una porcata, glielo dico francamente" Roberto Calderoli, Matrix, 15 marzo 2006
Domani è l'ultimo giorno per decidere di accorpare il Referendum sulla legge elettorale (la "porcata" di Calderoli) alle elezioni europee. Si risparmierebbero 173 milioni di euro, che salgono a 373 contando i costi indiretti. Potrebbero essere destinati ai terremotati dell'Abruzzo. Lo chiedono gli economisti di lavoce.info, lo suggerisce il buonsenso.
Ma la Lega, ieri, ha detto no. Il motivo ufficiale? Sarebbe "incostituzionale" perché renderebbe pubblica l'astensione, violando il diritto alla "segretezza". Lo ha detto il Ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, appunto. Uno che per mestiere deve migliorare le nostre leggi.
Ma non è vero: l'astensione, da sempre, è visibile sui registri elettorali. Da sempre, nei voti multipli, è possibile accettare alcune schede e rifiutarne altre. Chi vuole astenersi può farlo, senza che cambi niente. E allora perché Calderoli dice il falso?
Perché teme che gli italiani votino sì al referendum per abolire la sua "porcata". In questo modo sarebbero vietate le candidature multiple e il premio di maggioranza andrebbe al partito con più voti, non a quelli di tutta la coalizione vincente, come avviene ora. La Lega, insomma, perderebbe un sacco di parlamentari. E tutti i partiti perderebbero la possibilità di decidere da soli quali candidati saranno eletti (i primi in lista).
Se si accorpano i vari voti (amministrative, europee e referendum) è più probabile che la gente andrà a votare. Se il referendum sarà da solo, o con i ballottaggi, è più difficile che si raggiunga il quorum, visto che gli italiani si ritroveranno, a giungo, tre domeniche elettorali di seguito. Però Calderoli non lo vuole dire apertamente. "Quella del diritto alla segretezza dell'astensione è una grossa balla", ha detto uno dei costituzionalisti che hanno promosso il referendum Giovanni Guzzetta, "Se fosse uno studente di legge lo boccerei". Invece è un ministro.
Maroni ieri sera a Ballarò ha sostenuto la stessa cosa. Ormai si sono appropriati della parola "Anticostituzionale".
RispondiEliminaLa rivoluzione berlusconiana (e dei suoi pari della Lega) è sempre e prima di tutto un fatto di comunicazione.
Non solo studiano nuovi linguaggi (e li insegnano: vedi i ministri/le ministre bla bla), ma si appropriano di parole e relativi concetti rivisitandoli a loro piacimento.
Firmato:
Copy-Filologo ferito nell'onore.
Da guirnalista-filosofa-inorridita, non posso che darti ragione. Quando le parole perdono qualsiasi senso, mi sembra che la brabarie incomba...
RispondiEliminaAndrebbe stilato un elenco di prigionieri contenente "le parole rubate", anzi una sorta di dizionario "italiano/berluscone-berluscone/italiano".
RispondiEliminaUn'altra cosa che mi innoridisce è l'espressione "pax berlusconiana", che si sente già in giro. E sai perché mi inorridisce? Perché è vera! C'è un accordo preciso, come ai tempi dei romani dopo 15 anni di lotte per la successione.
E' un governo per conto terzi.