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martedì 28 agosto 2012

I volti indimenticabili di Londra 2012




Quando le hanno messo al collo la «sua» medaglia d’oro, alle Olimpiadi di Londra, Claressa Shields sembrava una bambina che avesse appena ricevuto un regalo. E «tecnicamente» Claressa è ancora una bambina: ha compiuto 17 anni il 17 marzo; se il suo compleanno fosse stato solo qualche mese più tardi non avrebbe neppure potuto partecipare ai Giochi.

Ma è anche l’atleta americana che incute più soggezione nella storia dei Giochi («the most intimidating American woman in the history of the games»), come l’ha definita Slate. Se la si guarda combattere sul ring è impressionante

La studentessa delle superiori Claressa, infatti, è una boxeuse. E il suo oro, vinto nella categoria dei pesi medi, è storico:
la boxe femminile è stata ammessa tra gli sport olimpici per la prima volta proprio a Londra 2012, con tre classi, contro le dieci degli uomini (gli altri ori sono andati alla britannica Nicola Adams, peso piuma, e all’irlandese Katie Taylor per i60 kg). Nella migliore tradizione di questo sport, quella delle pugili olimpiche è spesso una storia di riscatto sociale.

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