martedì 28 agosto 2012

Il tradimento di Kristen Stewart e il coming out di Jodie Foster




Non è un gesto frequente in un luogo ricco di moralismi e avaro di solidarietà femminile come Hollywood. E invece Jodie Foster ha sorpreso tutti e ha scritto un’appassionata difesa di una collega più giovane, la «fedifraga» Kristen Stewart. Lo ha fatto firmando un articolo sul sito The Daily Beast che è anche un’auto-confessione, una breccia in quella corazza di riservatezza che la star 49enne ha costruito faticosamente in 46 anni di carriera. Dice di lei molto più di quanto dica dell’amica Kristen.

La Stewart, 22 anni, è nell’occhio del ciclone mediatico per la fine della relazione con Robert Pattinson, suo co-protagonista nella saga di Twilight: non solo lo ha tradito, ma anche ammesso pubblicamente di averlo fatto. Una mossa che i media americani hanno definito un «suicidio professionale».

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I volti indimenticabili di Londra 2012




Quando le hanno messo al collo la «sua» medaglia d’oro, alle Olimpiadi di Londra, Claressa Shields sembrava una bambina che avesse appena ricevuto un regalo. E «tecnicamente» Claressa è ancora una bambina: ha compiuto 17 anni il 17 marzo; se il suo compleanno fosse stato solo qualche mese più tardi non avrebbe neppure potuto partecipare ai Giochi.

Ma è anche l’atleta americana che incute più soggezione nella storia dei Giochi («the most intimidating American woman in the history of the games»), come l’ha definita Slate. Se la si guarda combattere sul ring è impressionante

La studentessa delle superiori Claressa, infatti, è una boxeuse. E il suo oro, vinto nella categoria dei pesi medi, è storico:
la boxe femminile è stata ammessa tra gli sport olimpici per la prima volta proprio a Londra 2012, con tre classi, contro le dieci degli uomini (gli altri ori sono andati alla britannica Nicola Adams, peso piuma, e all’irlandese Katie Taylor per i60 kg). Nella migliore tradizione di questo sport, quella delle pugili olimpiche è spesso una storia di riscatto sociale.

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Le Olimpiadi, il beach volley e gli atleti (per una volta) visti a pezzi




La foto qui sopra è parte di un esperimento: capire cosa succede quando si guardano le Olimpiadi con gli occhi dei fotografi del beach volley. Lo sguardo dei fotografi del beach volley è familiare a chiunque in questi giorni abbia aperto un sito di informazione online (più o meno paludato). Produce una miriade di immagini come quella qui sotto, di solito accompagnate dalla didascalia «sexy beach volley». Qualche volta la prospettiva è «giustificata» dal gesto con cui una giocatrice mostra alla compagna di squadra uno schema, di nascosto dalle avversarie. Ma non è necessario, tanto nessuno lo capisce.

In ogni caso, a giudicare da internet, il beach volley femminile sembrerebbe lo sport olimpico più amato nel mondo. Così il quotidiano americano Metro ha deciso di provare ad applicare lo sguardo dei fotografi del beach volley alle altre discipline delle Olimpiadi di Londra. Ecco cosa succede.

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