"Io non sono un santo, lo avete capito" "Silvio Berlusconi, Berbemi, 22 luglio 2009
Le registrazioni del premier Silvio Berlusconi che si avvale dei servizi di una squillo d'alto bordo ha fatto il giro del mondo. Non dei telegiornali delle prime sei reti televisive italiane, però, con l'unica eccezione del Tg3.
Intanto un pentito di mafia, Massimo Ciancimino, figlio di Vito, racconta che tra i documenti del padre c'è una lettera di richieste al premier Silvio Berlusconi e un assegno da 35 milioni firmato dallo stesso Berlusconi a favore dei Ciancimino. Di questo i tg non parlano proprio.
(A proposito, oggi il fotografo dei festini a Villa Certosa, Antonio Zappadu, dice qualcosa di molto inquietante e sibillino: "Forse queste foto vanno riviste una ad una perché contengono situazioni e persone che io stesso non sono stato in grado di capire o riconoscere" e che sarebbero ancora più pericolose nelle registrazioni con una puttana. Per questo, spiega, non possono uscire).
Sono tutte rivelazioni da verificare, ma ancora più sconcertanti di quelle che riguardano le puttane. Quello che però sconvolge è che l'opinione pubblica in Italia non batta ciglio. I motivi possono essere tanti: la sfiducia nei confronti dei politici, da cui ci aspettiamo di tutto. La censura sui tg, che esclude le persone meno consapevoli dall'accesso alle notizie. Il controllo della famiglia Berlusconi su media, case di produzione cinematografiche e case editrici (e quindi anche su molti intellettuali).
Ma al di là dei motivi il sintomo è terrificante: la distruzione di quella che Hanna Arendt definiva la sfera pubblica. Un ambito in cui le azioni e le dichiarazioni delle persone sono richiamate alle loro responsabilità, in cui i singoli devono rispondere di fronte agli altri delle loro scelte e di quello che significano per la vita comune.
In Italia tutto questo non c'è più: Silvio Berlusconi può dire e fare quello che gli pare, e non deve neppure spiegarsi. Sia che si tratti di presunti rapporti con i mafiosi che di (meno presunte) frequentazioni con le puttane. L'unica giustificazione che Berlusconi ha portato è una conferma della sua pretesa di fare tutto: "Io non sono un santo", ha detto. Come se questo permettesse di fare tutto e il contrario di tutto.Ma se il capo di governo fa quello che gli pare e non dà conto alla libera stampa, mentre la gente pensa solo a tirare avanti, qual è la differenza con le dittaure dell'America Latina?















