
Il gay pride resta a Bologna, ma senza carri né musica
L'obiettivo è devolvere i soldi risparmiati alle vittime del terremoto in Emilia
Un Gay Pride ridotto, senza carri né impianti per la musica, in modo da devolvere i soldi risparmiati alle vittime del terremoto in Emilia. Lo ha deciso il comitato che organizza la sfilata annuale dell’orgoglio omosessuale, in programma sabato 9 giugno a Bologna. Non era mai successo prima.
L’iniziativa è partita dalle associazioni lgbt (acronimo che sta per lesbiche, gay, bisessuali e trans) del territorio. «Siamo parte integrante del Paese, non possiamo non sentirci chiamati in causa di fronte a quello che è successo», spiega Paolo Patané, presidente nazionale di Arcigay.
Ci sarà anche una raccolta fondi in collaborazione con l’Arci, in cui confluirà parte degli incassi di finanziamento al parco Nord di Bologna con cui si conclude il programma del Pride. «La nostra comunità conosce il valore della solidarietà: durante il corteo, oltre a chiedere parità di diritti per tutti, daremo anche qualcosa: il nostro contributo alla ricostruzione», aggiunge Patané. Continua a leggere
