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Ho sempre diffidato dei "geni", forse perché ho studiato in un posto dove dovevano essercene tanti, ma a guardar bene della famosa equazione rimaneva soprattutto la sregolatezza (neppure di quella divertente). Ma è un altro il motivo per cui il video qui sopra mi irrita. E' molto circolato nei giorni scorsi, con il titolo "Due lesbiche hanno fatto un figlio, e guarda cosa è venuto fuori" (Two Lesbians Raised A Baby And This Is What They Got)
Oggi The Daily Beast pubblica un articolo del ragazzo prodigio in persona, Zach Wahl, che racconta la storia del video e annuncia un libro sulla sua famiglia. Ne viene fuori che il suo discorso è riuscito a dissuadere un po' di omofobi: lui è venuto su benissimo, ergo gay e lesbiche "possono" avere figli. Me ne rallegro.
A me però fa arrabbiare: perché per effetto della discriminazione, un ragazzo di vent'anni è trasformato in una prova. Non più una persona, con tutti i suoi pregi e difetti, ma una prova della bontà delle famiglie gay. No, grazie.
Gay e lesbiche, esattamente come gli etero, possono essere bravi o cattivi genitori, dipende da loro. In comune spesso hanno solo l'esperienza della discriminazione, che non rende automaticamente persone migliori. E i loro figli, come quelli degli altri, possono essere belli o brutti, intelligenti o scemi, noiosi o interessanti. Son tutti figli uguale.
Anche un'altra tipa molto in gamba, Ry Russo Young, intervistata dal New York Times raccontava di come crescendo avesse sentito "una sorta di pressione implicita ad essere etero", per dimostrare al mondo che avere due mamme non ti fa venire su storta.
A me sembra una violenza, anche questa, effetto della discriminazione. Quindi per favore, non fatemi vedere ragazzini prodigio. Che poi Zach sia molto simpatico, questo è un altro discorso: basta vedere la conclusione del suo articolo. E anche lui, a quanto pare, adesso è un po' irritato...
"Mi piacerebbe rispondere a due domande che mi sono state fatte spesso negli ultimi giorni:
Primo: "Sei gay?"
Ho risposto a queste domande altre volte. Ma di recente ho deciso di smettere. Se l'unica domanda che volete farmi, dopo avermi sentito difendere la mia famiglia, è sulla mia sessualità, vuol dire che non avete capito il punto. Che io sia gay, etero, bisex, alto o basso, maschio o femmina, bianco o nero, meritevole e in carriera o nullafacente, non conta niente. Di fatto, sono uno studente meritevole-diventato-attivista per sostenere pubblicamente le sue mamme, ma questa non è - né dovrebbe essere - la norma. Nessuno vuole spendere tutto il suo tempo a difendere la sua famiglia, e non vedo l'ora che la mia non abbia più bisogno di essere difesa.
Ho una laurea in filosofia alla Scuola Normale di Pisa e un dottorato in scienze politiche alla Scuola Sant'Anna. Faccio la giornalista al Corriere della Sera e sono una delle autrici del documentario Diversamente etero. Ho vissuto in Germania, una paese che adoro, e sono dipendente dalle serie tv. Il mio blog è chiuso, ma potete trovare i miei pezzi su Corriere.it o su http://27esimaora.corriere.it/author/elena-tebano/