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mercoledì 1 luglio 2009

Iran, la repressione è questo



Chiedo scusa per la brutalità dell'immagine, ma la repressione è questo. Gli iraniani hanno dato prova di grande libertà, ma l'Iran rimane una dittatura. E a chi dissente, fa questo.

Il ragazzo, che adesso è in coma, è stato preso a bastonate dai miliziani Basij che hanno attaccato i dormitori dell'Università di Teheran. Era uno studente. A diffondere la sua foto sono stati i blogger iraniani.

Sembra che alcuni dissidenti siano siano stati impiccati dal regime di Khamenei (la Guida Suprema) e Ahmadinejad. Secondo il governo iraniano i manifestanti arrestati sono un migliaio; secondo le ong molti di più.

I blogger iraniani raccontano che le prigioni sono piene fino all'inverosimile, tanto che le autorità hanno iniziato a rinchiudere i dissidenti negli stadi.

Ma le critiche al regime non si fermano: ieri l'ex presidente riformatore iraniano, Mohammad Khatami, ha detto che la rielezione di Mahmoud Ahmadinejad è un "golpe di velluto contro il popolo e la democrazia". Lo stesso hanno fatto i leader di altri due partiti: Mojahedin Enghelab (Revolutionary Mojahedin) e Mosharakat (Participation Front). E il 5 e 6 luglio sarà sciopero generale.

L'Europa e l'Italia dovrebbero fare il possibile per favorire la democrazia e il rispetto dei diritti umani in Iran. Soprattutto l'Italia potrebbe fare molto: è il primo partner commerciale del Paese. Avrebbe un sacco di strumenti per convincere il regime di Teheran: 6,090 miliardi di euro di stimoli (a tanto ammontavano gli scambi commerciali tra i due stati solo nel 2008).

Non scordiamoci gli iraniani, non scordiamoci che anche l'Italia ha la possibilità di fare pressioni.