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giovedì 4 giugno 2009

Margherita Hack, la faccia laica dei comunisti

A queste elezioni la sinistra (se ancora è tale) arriva frammentata e con qualche problema di orientamento. Da una parte il Pd, che grazie all'ex democristiano Dario Franceschini sembra essere diventato un po' meno centrista. Poi Sinistra e libertà, che unisce la (fu) sinistra Ds, i Socialisti, i Verdi.

E ancora: la Lista anticapitalista che rimette insieme gli ex acerrimi nemici di Rifondazione Comunista e Comunisti italiani (se ci avessero pensato prima!). Per chi non fosse pago, c'è anche Sinistra Critica (ve lo ricordate Franco Turigliatto?).

Le sigle sono tante, purtroppo sono le idee a essere poche. L'unica, ed è comune quasi a tutti (tranne ai destri del Pd), è quella di laicità. Scarseggiano anche i candidati di rilievo. Sinistra e libertà si affida all'ineleggibile (perché già governatore della Puglia) Nichi Vendola. Bisogna dire che il suo manifesto elettorale è molto bello.

Né Paolo Ferrero, né Oliviero Diliberto (i duri e puri dei due partiti comunisti), invece, sembrano avere abbastanza appeal. Tanto è vero che la candidata più intervistata della Lista anticapitalista è Margherita Hack. Una che a me piace un sacco.

Ma nessuno di quelli che la intervistano dice che la sua è solo una faccia attiravoti. Lo ha fatto solo Angela Geraci, che l'ha intervistata su City. A lei la Hack ha detto, molto onestamente, che al parlamento europeo non andrà. Come non è andata nella giunta regionale lombarda né nel parlamento europeo. Poi, chi la vuuole votare, la voti. Ma che almeno lo sappia. Cliccate sulle immagini per ingrandirle.