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giovedì 18 marzo 2010

Aborto da varietà

Questo post è stato scritto per il blog di Donne della realtà. Lo ripubblico qui


Domenica pomeriggio, fascia protetta, come ama ricordare la conduttrice Barbara D’Urso. In mezzo ai balletti d’intrattenimento, Domenica 5 sfrutta l’onda lunga del Grande fratello 10: non c’è niente di meglio di un po’ di gossip per intrattenere spettatori mezzo assopiti. La settimana prima è uscita dalla Casa Veronica Ciardi. È bella, tatuata, eccessiva, ha sedotto gli uomini più interessanti e la donna più sexy del reality.

È anche la più odiata, perché non perde occasione per litigare con gli altri concorrenti. Veronica è una macchina da ascolti. Non può mancare l’intervista con la D’Urso. Parla dei suoi amori, soprattutto, ma anche degli anni da adolescente ribelle: furtarelli in casa, anoressia, un padre assente. Poi il tono si fa più serio e la conduttrice chiede se vuole raccontare quello che è successo con il suo primo fidanzatino: “Io penso che sia utile parlarne”, premette.

E così, in mezzo al varietà del pomeriggio, arriva la confessione choc, talmente succulenta da essere rilanciata poco più tardi da un comunicato degli addetti stampa Mediaset. Veronica annuisce e racconta che a 15 anni ha abortito. Nello stesso modo in cui riferisce di un flirt, del gioco del Gf, delle notti da cubista in discoteca.

Il video è qui sopra, lo si può vedere. Stupisce il tono banalizzante con cui viene raccontata una vicenda che, per una donna, non può non essere intima. Non una parola sul fatto che, per abortire, una minorenne ha bisogno del consenso dei genitori o dell’autorizzazione di un giudice. Però c’è la professione di colpa: “Io sono molto credente, questo è un peso che mi porterò dietro sempre, anche nell’aldilà”, dice la ragazza, “Io sono una di quelle persone che pensano che l’aborto è uccidere”. Segue applauso e inquadratura sul pubblico.

La D’Urso le chiede cosa consiglierebbe a una ragazza che si trovasse nella stessa situazione. “Io avendola passata, non lo so se in questi casi, se è giusto… io consiglio di portarla avanti, di portare avanti la gravidanza”. Altro applauso del pubblico. E poi si può passare ad altro. Almeno su questo, per fortuna, la D’Urso mette una pezza e ricorda che, in una cosa tanto difficile, la cosa migliore è parlarne ai genitori. E con questo lo spezzone della tv-verità è concluso.

Il messaggio, però, è agghiacciante. Veronica è il prototipo della “donnaccia”: appariscente, facili costumi, intemperanze. Nelle puntate precedenti, una delle ospiti di Domenica 5 (una 85enne che professa: “le donne sono madri, figlie, sorelle”) l’ha definita “ragazza disperata”. Ha tutta una serie di aggravanti: ha baciato, in quattro mesi circa, quattro ragazzi, ha finito per mettersi con una donna. È l’oggetto perfetto del disprezzo sociale.

La ciliegina sulla torta è l’aborto. Che viene esibito e insieme condannato.
Tutto questo in un momento in cui la regolamentazione dell’interruzione di gravidanza, che per le donne è stata una conquista di libertà – per quanto dolorosa – viene quotidianamente messa in discussione. Banalizzare l’aborto in questo modo contribuisce alla battaglia oscurantista: fa passare l’idea che le donne scelgano di interrompere una gravidanza come fosse niente, e che coloro che lo fanno siano delle irresponsabili. Da biasimare, sempre.

Al contempo dà l’impressione che un’esperienza del genere, a 15 anni, non lasci nessuna cicatrice emotiva reale. E ancora una volta delle donne si fa spettacolo: mortificante.