Di seguito la seconda puntata della mia inchiesta sul dating online uscita su la 27esima ora, il blog di genere del Corriere della Sera
Attratti dagli opposti o in cerca di somiglianze, lo decide l'algoritmo
In America un single su tre cerca su Internet le persone con cui uscire. Si chiama dating online, con un’espressione intraducibile in italiano («appuntamenti in rete» non rende l’idea, anche perché sul web si stabilisce il contatto e poi si esce di persona, o almeno quello è l’obiettivo).
Ne ho parlato ieri sul Corriere: il fenomeno è sempre più diffuso anche da noi e solo Meetic.it, uno dei siti specializzati, ha sette milioni di iscritti italiani. Confesso che prima di fare le ricerche per l’articolo non ne conoscevo il funzionamento e lo collegavo alle bacheche di annunci sentimentali o alle vecchie «agenzie matrimoniali». Se questi ultimi hanno abituato le persone a tenere i contatti con i propri amici anche quando non sono presenti, il dating online è un modo per raggiungere potenziali partner anche se non sono presenti.
«È diventato pacifico che ormai Internet aiuta a estendere la propria socialità, sia perché si è sradicati dopo aver cambiato città, sia perché si è troppo radicati e si frequentano le stesse persone dai tempi delle superiori», dice il direttore di Meetic Italia Maurizio Zorzetto. E non è un caso se la maggior parte degli utenti del sito vive a Milano, Roma e Napoli, oppure in Sicilia e Sardegna. Continua a leggere
