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domenica 29 novembre 2009

Ru486, nuovo stop e vecchie ipocrisie

Il nuovo stop del governo all'uso della pillola abortiva Ru486 in ospedale (si parla di "vendita", ma riguarda solo le strutture sanitarie: non verrà mai distribuita in farmacia), secondo la Commissione sanità del Senato (saldamente in mani ai cattolici), il ministro della Salute Maurizio Sacconi e la sottosegretaria Egugenia Roccella, dovrebbe servire a verificare la compatibilità della pillola con la legge 194.

In realtà è solo un modo per ritardarne l'adozione. Il dibattito, infatti, parte in mala fede: non c'è reale volontà di discutere le modalità d'uso del farmaco. Ma solo di contrastarlo. Ancora una volta si fanno battaglie politche sul corpo delle donne e sulla loro salute. Qui di seguito l'articolo su City in cui spiego brevemente perché. Cliccate sul testo per ingrandirlo.

ps: Ecco cosa vuol dire che la commissione Sanità del Senato è in mano ai cattolici: se tra i membri del Pd, per esempio, c'è Ignazio Marino, cattolico saldamente laico, ci sono anche due teodem: Paola Binetti ed Emanuela Baio Dossi.