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mercoledì 2 dicembre 2009

Essere fondamentalisti ora è un reato?



La Digos ha perquisito le case di tre musulmani, a Vittorio Veneto e Roncade, in provincia di Treviso, perché hanno scaricato da internet materiali da siti islamici. Lo riporta Treviso Oggi, secondo cui i siti inneggiavano alla guerra santa.

L'Ansa, invece, scrive qualcosa di diverso:

ISLAM: PERQUISIZIONI IN CASE IMMIGRATI NEL TREVIGIANO
(ANSA) - TREVISO, 2 DIC - La polizia di Treviso ha compiuto nelle ultime ore tre perquisizioni domiciliari nelle abitazioni di cittadini immigrati a Vittorio Veneto e a Roncade, nell'ambito di un'attività di monitoraggio dell'estremismo islamico.
Gli immigrati interessati dalle perquisizioni, che non risultano indagati, sono stati controllati in relazione alla loro attività di ricerca su Internet di documenti raccolti in siti web arabi, contenenti in particolare fotografie ed interventi di esponenti religiosi fondamentalisti. Secondo quanto si è appreso, nei loro confronti non sarebbero state formulate contestazioni.(ANSA).


Ormai, nel nostro paese, abbiamo rinunciato al principio di uguaglianza. E' reato scaricare i discorsi dei fondamentalisti? E' reato essere integralisti religiosi? Non mi risulta, tant'è vero che abbiamo Paola Binetti in parlamento, ed è libera di dire tutto quello che crede (anche affermazioni assolutamente false, come quella che l'omosessualità è una malattia).

Tanto è vero che i tre "integralisti" in questione non risultano neppure indagati. Non potrei essere più lontana dal fanatismo religioso (sono ateo, o meglio: sono agnostica se per dio si intende un supposto creatore dell'universo, sono atea se per dio si intende un signore che ti dice con chi devi andare a letto) perché sono una convinta figlia dell'Illuminismo, per quanto démodé questo possa apparire.

E soprattutto ci tengo alla libertà di pensiero ed espressione: è l'unica cosa che può rendere un paese o una civiltà superiore a un'altra. E' il primo principio della democrazia e dello stato di diritto: il loro presupposto. Se i tre in questione sono sospettati di terrorismo, è un'altra cosa. Ma in quel caso non si perquisiscono gratis: le indagini per terrorismo sono molto delicate e tra le prime regole c'è quella di non far sapere ai sospettati che li si tiene d'occhio - almeno finché non si ha abbastanza per arrestarli e avviare un processo.

Quindi della due l'una: o la perquisizione della Digos trevigiana è opera di incompetenti (e voglio sperare di no). Oppure ci troviamo di fronte a una gravissima violazione delle libertà civile e dei diritti delle persone. Perquisire la casa di una persona solo perché legge documenti che non si condividono è una barbarie. Molto pericolosa.