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lunedì 20 giugno 2011

Sono cresciuto tra i fondamentalisti

L'intervista a Emidio Picariello uscita su City il 13 maggio 2011

Nato in una famiglia di Testimoni di Geova, Emidio Picariello in “Geova non vuole che mi sposi” (Editori Riuniti) ha raccontato come ne è uscito.
Lei descrive una sorta di mondo parallelo, in cui come Testimone di Geova non poteva festeggiare i compleanni, o leggere Topolino. Come è possibile?
Perché i Testimoni di Geova prendono alla lettera la Bibbia. E, per quanto riguarda i compleanni, nella Bibbia ne sono raccontati solo tre. Sono festeggiati da persone malvagie e in tutti muore qualcuno. Quindi non si celebrano.
Topolino che c’entra, mica è nella Bibbia?
Ci sconsigliò di leggerlo un “sorvegliante di distretto”, uno dei pastori di più alto livello. E i miei, che erano particolarmente fondamentalisti, si adeguarono.
Con quale argomento?
Il cattivo esempio: Paperino è un nullafacente che sfugge ai suoi doveri. Paperone è un avaro, Gastone è fortunato, ma la fortuna non esiste, perché Geova ci ha lasciato il libero arbitrio. Qui, Quo e Qua sono disobbedienti. E Amelia è una strega, colpevole di spiritismo, la cosa peggiore che ci sia.
Dal suo libro emerge una religione quasi medioevale, che nega le più elementari libertà civili: le donne sono subordinate agli uomini, tanto che sua madre non poteva chiedere a suo padre di andare a prendere il vino...
No, poteva solo dire “è finito il vino”, perché l’uomo - dice la Bibbia - è il capo della donna. E lei non può comandarlo, né parlare nelle pubbliche assemblee.
Lei non poteva neppure essere “troppo” amico dei bimbi che non erano Testimoni.
La Bibbia dice: “Le cattive compagnie corrompono le utili abitudini”. E quindi le famiglie più “spirituali” frequentano le “persone del mondo” solo quando è necessario. Quando ho iniziato a frequentare il mio primo vero amico, alle superiori, ho dovuto convincermi che lo facevo per predicargli la verità, visto che non era credente.
Sono aspetti dei Testimoni di Geova che la gente comune non conosce. Perché?
Perché non si vogliono far sapere.Gli stessi Testimoni di Geova li scoprono solo dopo un po’. All’inizio si vedono solo gli aspetti positivi: le persone sono accoglienti, attente ai tuoi bisogni: nelle sette di solito si entra per bisogno. Poi quando sei dentro, ci sei. A quel punto scattano gli obblighi.
Ha detto che i suoi genitori sono fondamentalisti. Cosa li rende tali?
I fondamentalisti sono persone che costruiscono tutta la propria vita sulla religione: la fede è il centro di qualunque scelta. La religione è l’unica cosa per cui vale la pena di vivere e condiziona tutto ciò che si fa.
E questo secondo lei succede anche con altri fanatismi, come quello islamico?
Anche con quello islamico o cattolico. È come se tu avessi qualcuno che prende le decisioni per conto tuo. Ti consente di non farti carico dei tuoi problemi, ti sgrava del peso di te stesso. Deleghi a qualcun’altro.
Cioè?
Non devi preoccuparti di scegliere il partner migliore per te, ma quello più “spirituale” possibile. Non devi preoccuparti di trovare un lavoro che ti soddisfi, ma quello che lascia più tempo per predicare. Non devi essere responsabile della tua vita: se va male, sono prove del diavolo. Se va bene, è una benedizione di Geova.
Ma perché una persona dovrebbe volere una cosa del genere?
Quanto meno sei in grado di gestire una cosa, tanto più diventi rigido nel delegarla a qualcun’altro. Pensi ai malati di gioco d’azzardo che fanno un contratto con i casinò e li pagano ogni mese perché non li facciano entrare. È lo stesso meccanismo di chi si sceglie una religione che gli vieta di essere gay, o gli impone regole rigide di altro tipo.
Oggi si teme molto il fondamentalismo islamico. E c’è l’idea che per combatterlo, si debba tornare alle radici cristiane. Lei è d’accordo?
No. Quando ero bambino e mi dicevano “Buon Natale”, che io come Testimone di Geova non festeggiavo, mi sentivo ancor più Testimone di Geova. Ero rinforzato nella mia identità “diversa”. Più sei fondamentalista, di qualsiasi altra religione, più uno Stato “cattolico” rafforza il tuo fondamentalismo. Per questo lo Stato dovrebbe essere più laico possibile.
Lei ha abbandonato la sua religione, ora è un “disassociato”. Come ci è arrivato?
Grazie al fondamentalismo dei miei! Quando mi sono reso conto che non riuscivo ad aderire alle regole di mio padre, quel “io non ce la faccio” mi ha concesso una possibilità nuova: potevo non essere così.
Così, però, per i suoi lei è “morto”, non hanno neanche partecipato alle sue nozze (da qui il titolo del libro): ne valeva la pena?
La libertà intellettuale, emotiva e spirituale che ti dà prenderti la responsabilità della tua vita, anche dei tuoi fallimenti, è impagabile.
Elena Tebano
elena.tebano[chiocciola]rcs.it

mercoledì 2 dicembre 2009

Essere fondamentalisti ora è un reato?



La Digos ha perquisito le case di tre musulmani, a Vittorio Veneto e Roncade, in provincia di Treviso, perché hanno scaricato da internet materiali da siti islamici. Lo riporta Treviso Oggi, secondo cui i siti inneggiavano alla guerra santa.

L'Ansa, invece, scrive qualcosa di diverso:

ISLAM: PERQUISIZIONI IN CASE IMMIGRATI NEL TREVIGIANO
(ANSA) - TREVISO, 2 DIC - La polizia di Treviso ha compiuto nelle ultime ore tre perquisizioni domiciliari nelle abitazioni di cittadini immigrati a Vittorio Veneto e a Roncade, nell'ambito di un'attività di monitoraggio dell'estremismo islamico.
Gli immigrati interessati dalle perquisizioni, che non risultano indagati, sono stati controllati in relazione alla loro attività di ricerca su Internet di documenti raccolti in siti web arabi, contenenti in particolare fotografie ed interventi di esponenti religiosi fondamentalisti. Secondo quanto si è appreso, nei loro confronti non sarebbero state formulate contestazioni.(ANSA).


Ormai, nel nostro paese, abbiamo rinunciato al principio di uguaglianza. E' reato scaricare i discorsi dei fondamentalisti? E' reato essere integralisti religiosi? Non mi risulta, tant'è vero che abbiamo Paola Binetti in parlamento, ed è libera di dire tutto quello che crede (anche affermazioni assolutamente false, come quella che l'omosessualità è una malattia).

Tanto è vero che i tre "integralisti" in questione non risultano neppure indagati. Non potrei essere più lontana dal fanatismo religioso (sono ateo, o meglio: sono agnostica se per dio si intende un supposto creatore dell'universo, sono atea se per dio si intende un signore che ti dice con chi devi andare a letto) perché sono una convinta figlia dell'Illuminismo, per quanto démodé questo possa apparire.

E soprattutto ci tengo alla libertà di pensiero ed espressione: è l'unica cosa che può rendere un paese o una civiltà superiore a un'altra. E' il primo principio della democrazia e dello stato di diritto: il loro presupposto. Se i tre in questione sono sospettati di terrorismo, è un'altra cosa. Ma in quel caso non si perquisiscono gratis: le indagini per terrorismo sono molto delicate e tra le prime regole c'è quella di non far sapere ai sospettati che li si tiene d'occhio - almeno finché non si ha abbastanza per arrestarli e avviare un processo.

Quindi della due l'una: o la perquisizione della Digos trevigiana è opera di incompetenti (e voglio sperare di no). Oppure ci troviamo di fronte a una gravissima violazione delle libertà civile e dei diritti delle persone. Perquisire la casa di una persona solo perché legge documenti che non si condividono è una barbarie. Molto pericolosa.