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giovedì 9 luglio 2009

Berlusconi showman



Tra le molte incarnazioni del nostro Caro Leader Silvio Berlusconi la migliore, fin dai tempi delle crociere sulle navi, è quella di showman. Al G8 dell'Aquila ha fatto grandi scene, ma si è scordato di fissare un'agenda dei lavori. Ci hanno dovuto pensare gli americani, che poi - diplomaticamente - lo hanno negato.

Il Guardian ha messo su un "Gaffe watch" dedicato esclusivamente al nostro premier, per L'Express, Berlusconi è addirittura un "buffone". Il G8 dell'Aquila, sempre il Guardian, è "da playboy". In generale, i commenti della stampa estera sono poco lusinghieri. Detto in altri termini: ci stiamo coprendo di ridicolo.

Tra le scene più imbarazzanti, quella di Berlusconi che cerca di stringere la mano a Obama. E il presidente Usa che, visibilmente infastidito, evita la stretta appolipante (cliccate sull'immagine per ingrandirla). Berlusconi, che sa quanto contino carisma "fisico" e immagini, ha cercato di appiccicarsi il più possibile al leader americano e ha approfittato di ogni occasione per mettergli le mani addosso, sperando probabilmente di ricavarne prestigio. Ma quando è troppo è troppo.

Intanto l'Espresso pubblica una lettera e intercettazioni che documentano i rapporti dei Ciancimino (nota famiglia mafiosa) con Berlusconi, ben dopo il 1994 e la sua entrata diretta in politica. Ma di questo in Italia non si scandalizza nessuno.

E a proposito dell'incapacità degli italiani di scandalizzarsi, e chiedere un minimo di decenza civile, vi consiglio un amarissimo commento di Umberto Eco.

martedì 7 luglio 2009

Il G8 e l'Aquila, l'autogol del governo



Il governo voleva fare del G8 all'Aquila la sua vetrina, ma rischia di rimanerci fregato. E' stato talmente inefficiente nell'organizzazione, che adesso potrebbe essere buttato fuori dal club. E forse i riflettore del G8 permetteranno anche di mostrare l'inefficienza della "ricostruzione". Un autogol di Berlusconi?

Il G8 che doveva dimostrare a tutto il mondo la capacità dell'Italia di risollevarsi (secondo gli slogan elettorali del Pdl), infatti, potrebbe passare alla storia come l'ultimo in cui c'è anche l'Italia.

Il presidente del Consiglio dei Miracoli, Silvio Berlusconi, lascerebbe al Paese questa eredità: farci sparire dal club dei Paesi che contano. Non è solo opera sua, per carità, hanno contribuito anche tutta la classe dirigente e una società ormai immobile. Ma il risultato non è da poco.

Lo scrive il Guardian oggi. Il ministro degli esteri Franco Frattini si rifiuta di commentare (trovate qui la notizia, qui invece la traduzione dell'articolo del Guardian). Intanto all'Aquila la situazione è pessima. Lo racconta Miss Kappa. Quanto costi in termini di vite ferite, lo mostra la lettera di questo studente, costretto ad abbandonare la città distrutta.


"L'Aquila non esiste più"

Le ho contate, dovrebbero essere una ventina circa.
Almeno una ventina di persone, conoscenti e amici, che sanno quello che è accaduto alle 3:32 del 6 aprile, ma che nell'ultima settimana mi hanno chiesto se fossi tornato all'Aquila per preparare gli esami.

Forse mi devo scusare con loro, perchè la mia risposta ha sistematicamente destato un po' di imbarazzo: "L'Aquila non esiste più"
"Ah già, scusami"

Ah già. Ma è giustificabile. Ormai le reti nazionali non parlano più del terremoto dell'Aquila, troppo prese a parlare prima della crisi coniugale del premier, poi della crisi economica ormai superata brillantemente dalla nostra Nazione, poi della pseudo-crisi dell'amministrazione siciliana, poi delle quotidiane crisi di nervi di questo o quel politicante.

Queste sì che sono notizie. E quelle rare volte che si parla ancora del terremoto dell'Aquila i toni sono esaltanti, c'è chi lo definisce "il successo del governo", chi parla del "miracolo del premier". Si parla di ricostruzioni avvenute, di problemi risolti. NON È VERO.

Le notizie riportate sono solo specchietti per le allodole, azioni di facciata per mostrare un fantomatico intervento-lampo del governo. La verità è tutt'altra.

La gente ormai da quasi due mesi vive in tenda, e lo fa sia negli afosissimi pomeriggi dei giorni scorsi, sia nelle notti di vento e pioggia, come questa. E quelli che sono negli alberghi sulla costa si godono ancora per poco il sogno di una lunga e gratuita vacanza al mare, ormai in attesa (a giorni) di essere messi alle porte in vista dell'inizio imminente della stagione balneare. Di costruzioni per ora nemmeno l'ombra, perchè fino al G8 dell'Aquila si deve lavorare per accogliere i rappresentanti delle più grandi nazioni del mondo.

A mandare avanti la baracca ci sono i volontari della Protezione Civile, i volontari dei Vigili del Fuoco, i volontari delle varie Associazioni di Pubblica Assistenza, che si spaccano la schiena per mantenere vivibile la condizione ma sempre più si lamentano della scarsa presenza dello Stato, della scarsità di fondi (3.1 miliardi in 24 anni sono BRICIOLE), dei ritardi nei lavori (ad ora, nessuna delle promesse fatte nelle ore subito successive al terremoto è stata mantenuta).

E se si lamentano di ciò i volontari che dopo una settimana tornano nelle loro tiepide case, come direbbe Primo Levi, pensate come possono stare le persone che una casa dove tornare non ce l'hanno affatto, che non sanno più cos’è la privacy, che sognano una doccia dignitosa.

Non mi sembra il quadro di un successo, questo.
Non mi sembra una situazione risolta.
Lo scopo di questa mail è solo ricordare a tutti che non sentire più notizie in tv non vuol dire che ora tutto sia tornato alla normalità. RICORDATELO: L'EMERGENZA NON È FINITA.

Ti chiedo di inviare almeno a qualcuno questo messaggio. Se non lo farai non ti accadrà nulla di male, se lo farai non avrai soldi o amori stucchevoli.... ma solo, nel frastuono del niente quotidiano, occorrono tante piccole grida per ricordare cos’è un briciolo di dignitosa umanità.

Grazie di cuore
Un ex-residente all’Aquila
Roberto Cherubini