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sabato 11 luglio 2009

Il G8 all'Aquila, "un successo"


A quanto pare ho sbagliato io e il G8 all'Aquila è stato un successo. Per certificarlo il Corriere della Sera ha scomodato persino Angelo Panebianco (il suo editorialista moderato per antonomasia). Con più autorevolezza - e senso della realtà - lo rileva anche il grandissimo Gian Antonio Stella.

Io continuo a credere che non abbia aiutato la popolazione colpita dal terremoto. Ma di sicuro ha funzionato a livello di immagine. E quella in politica conta tantissimo. Nessuno in Italia lo sa meglio di Silvio Berlusconi.

In ogni caso il G8 dell'Aquila non è stato così economico come si dice: "Il G8 costa più dell'intero bilancio che l'Italia dedica alla lotta contro la povertà - 400 milioni di euro contro i miseri 321,8 milioni stanziati quest'anno dal governo italiano per lottare contro la morte per fame e la miseria nel mondo", denuncia Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace. Significa che il G8 di quest'anno è costato tre volte quello del 2001 a Genova.

Ecco come lo hanno vissuto gli aquilani che ancora non si rassegnano.

giovedì 9 luglio 2009

Berlusconi showman



Tra le molte incarnazioni del nostro Caro Leader Silvio Berlusconi la migliore, fin dai tempi delle crociere sulle navi, è quella di showman. Al G8 dell'Aquila ha fatto grandi scene, ma si è scordato di fissare un'agenda dei lavori. Ci hanno dovuto pensare gli americani, che poi - diplomaticamente - lo hanno negato.

Il Guardian ha messo su un "Gaffe watch" dedicato esclusivamente al nostro premier, per L'Express, Berlusconi è addirittura un "buffone". Il G8 dell'Aquila, sempre il Guardian, è "da playboy". In generale, i commenti della stampa estera sono poco lusinghieri. Detto in altri termini: ci stiamo coprendo di ridicolo.

Tra le scene più imbarazzanti, quella di Berlusconi che cerca di stringere la mano a Obama. E il presidente Usa che, visibilmente infastidito, evita la stretta appolipante (cliccate sull'immagine per ingrandirla). Berlusconi, che sa quanto contino carisma "fisico" e immagini, ha cercato di appiccicarsi il più possibile al leader americano e ha approfittato di ogni occasione per mettergli le mani addosso, sperando probabilmente di ricavarne prestigio. Ma quando è troppo è troppo.

Intanto l'Espresso pubblica una lettera e intercettazioni che documentano i rapporti dei Ciancimino (nota famiglia mafiosa) con Berlusconi, ben dopo il 1994 e la sua entrata diretta in politica. Ma di questo in Italia non si scandalizza nessuno.

E a proposito dell'incapacità degli italiani di scandalizzarsi, e chiedere un minimo di decenza civile, vi consiglio un amarissimo commento di Umberto Eco.

martedì 7 luglio 2009

Il G8 e l'Aquila, l'autogol del governo



Il governo voleva fare del G8 all'Aquila la sua vetrina, ma rischia di rimanerci fregato. E' stato talmente inefficiente nell'organizzazione, che adesso potrebbe essere buttato fuori dal club. E forse i riflettore del G8 permetteranno anche di mostrare l'inefficienza della "ricostruzione". Un autogol di Berlusconi?

Il G8 che doveva dimostrare a tutto il mondo la capacità dell'Italia di risollevarsi (secondo gli slogan elettorali del Pdl), infatti, potrebbe passare alla storia come l'ultimo in cui c'è anche l'Italia.

Il presidente del Consiglio dei Miracoli, Silvio Berlusconi, lascerebbe al Paese questa eredità: farci sparire dal club dei Paesi che contano. Non è solo opera sua, per carità, hanno contribuito anche tutta la classe dirigente e una società ormai immobile. Ma il risultato non è da poco.

Lo scrive il Guardian oggi. Il ministro degli esteri Franco Frattini si rifiuta di commentare (trovate qui la notizia, qui invece la traduzione dell'articolo del Guardian). Intanto all'Aquila la situazione è pessima. Lo racconta Miss Kappa. Quanto costi in termini di vite ferite, lo mostra la lettera di questo studente, costretto ad abbandonare la città distrutta.


"L'Aquila non esiste più"

Le ho contate, dovrebbero essere una ventina circa.
Almeno una ventina di persone, conoscenti e amici, che sanno quello che è accaduto alle 3:32 del 6 aprile, ma che nell'ultima settimana mi hanno chiesto se fossi tornato all'Aquila per preparare gli esami.

Forse mi devo scusare con loro, perchè la mia risposta ha sistematicamente destato un po' di imbarazzo: "L'Aquila non esiste più"
"Ah già, scusami"

Ah già. Ma è giustificabile. Ormai le reti nazionali non parlano più del terremoto dell'Aquila, troppo prese a parlare prima della crisi coniugale del premier, poi della crisi economica ormai superata brillantemente dalla nostra Nazione, poi della pseudo-crisi dell'amministrazione siciliana, poi delle quotidiane crisi di nervi di questo o quel politicante.

Queste sì che sono notizie. E quelle rare volte che si parla ancora del terremoto dell'Aquila i toni sono esaltanti, c'è chi lo definisce "il successo del governo", chi parla del "miracolo del premier". Si parla di ricostruzioni avvenute, di problemi risolti. NON È VERO.

Le notizie riportate sono solo specchietti per le allodole, azioni di facciata per mostrare un fantomatico intervento-lampo del governo. La verità è tutt'altra.

La gente ormai da quasi due mesi vive in tenda, e lo fa sia negli afosissimi pomeriggi dei giorni scorsi, sia nelle notti di vento e pioggia, come questa. E quelli che sono negli alberghi sulla costa si godono ancora per poco il sogno di una lunga e gratuita vacanza al mare, ormai in attesa (a giorni) di essere messi alle porte in vista dell'inizio imminente della stagione balneare. Di costruzioni per ora nemmeno l'ombra, perchè fino al G8 dell'Aquila si deve lavorare per accogliere i rappresentanti delle più grandi nazioni del mondo.

A mandare avanti la baracca ci sono i volontari della Protezione Civile, i volontari dei Vigili del Fuoco, i volontari delle varie Associazioni di Pubblica Assistenza, che si spaccano la schiena per mantenere vivibile la condizione ma sempre più si lamentano della scarsa presenza dello Stato, della scarsità di fondi (3.1 miliardi in 24 anni sono BRICIOLE), dei ritardi nei lavori (ad ora, nessuna delle promesse fatte nelle ore subito successive al terremoto è stata mantenuta).

E se si lamentano di ciò i volontari che dopo una settimana tornano nelle loro tiepide case, come direbbe Primo Levi, pensate come possono stare le persone che una casa dove tornare non ce l'hanno affatto, che non sanno più cos’è la privacy, che sognano una doccia dignitosa.

Non mi sembra il quadro di un successo, questo.
Non mi sembra una situazione risolta.
Lo scopo di questa mail è solo ricordare a tutti che non sentire più notizie in tv non vuol dire che ora tutto sia tornato alla normalità. RICORDATELO: L'EMERGENZA NON È FINITA.

Ti chiedo di inviare almeno a qualcuno questo messaggio. Se non lo farai non ti accadrà nulla di male, se lo farai non avrai soldi o amori stucchevoli.... ma solo, nel frastuono del niente quotidiano, occorrono tante piccole grida per ricordare cos’è un briciolo di dignitosa umanità.

Grazie di cuore
Un ex-residente all’Aquila
Roberto Cherubini

Miss Kappa: "Così si vive all'Aquila a tre mesi dal terremoto"



Quando il premier Silvio Berlusconi annunciò che avrebbe spostato il G8 dalla Maddalaena all'Aquila, spiegò che in questo modo le strutture costruite per ospitare i grandi della Terra sarebbero rimaste ai terremotati.

Ma per il vertice il governo non ha costruito niente: li metterà nella cittadella della scuola Guardia di Finanza e nei suoi bunker sotterranei, che ci sono già. Intanto dei 5000 alloggi entro settembre promessi dal governo ad aprile non c'è traccia. Se va bene saranno 2400: ma hanno iniziato a costruirle due settimane fa.

Anna Pacifica Colasacco è un'aquilana Doc, nata cresciuta e vissuta nel centro dell'Aquila. Nel suo blog, Miss Kappa, testimonia ogni giorno come si vive in Abruzzo. C'è anche un post, che si chiama "Il Racconto" e descrive i minuti del sisma. Oggi in un'intervista su City spiega cosa significa avere il G8 quando non si ha neppure la casa. Cliccate sull'intervista per ingrandire.


mercoledì 6 maggio 2009

Marcia indietro sul decreto Abruzzo



Vi ricordate il decreto abracadabra? E' quello che doveva dare i soldi ai terremotati, ma si era scordato di prevederli. Il giusto sdegno degli abruzzesi ha funzionato. O forse sono state le proteste di Comuni e Provincia. Fatto sta che il governo ha fatto (almeno per ora) marcia indietro.

E nel consiglio dei ministri di oggi ha previsto di ripagare tutta la ricostruzione delle case fino a 150mila euro (e non più un terzo) e di dare meno poteri alla società governativa Fintecnica, che si sarebbe ritrovata proprietaria delle case ricostruite con i mutui agevolati. Gli emendamenti devono essere aggiunti al decreto.

Speriamo. Anche perché ancora non è chiaro dove verranno presi i soldi.

mercoledì 29 aprile 2009

G8 all'Aquila: non si risparmia, ma si distrae


"La Maddalena era persino troppo bella"

Silvio Berlusconi, L'Aquila, 23 aprile 2009



Il più autorevole sito di analisi economiche in Italia, lavoce.info, ha cercato di ottenere i dati sulla base dei quali la Protezione civile e il pemier Berlusconi hanno deciso che costa meno spostare il G8 all'Aquila. Hanno ricevuto solo delle tabelle con dei preventivi per la Sardegna.

Al momento, gli unici "dati" disponibili in merito sono le dichiarazioni di Berlusconi. Con buona pace di chi si fida. Sulla base dei fatti noti, lavoce.info ha tratto l'unica conclusione possibile: "Delle due l’una: o i risparmi non ci saranno oppure la cifra inizialmente stanziata era in buona parte ingiustificata".

Ovviamente ce n'è anche una terza, che è quella a cui sono giunta anch'io dopo l'annuncio del premier: non conta se il G8 si farà o no in Sardegna, conta non parlare di altre cose.