"Ho già 34 anni e non vorrei diventare mamma tardi. Desidero minimo due figli". Il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna si confessa in un’intervista esclusiva sul numero di Chi in edicola domani, mercoledì 5 maggio, e parla di maternità e matrimonio: "Entro l’anno", precisa.
"Marco (Mezzaroma n.d.r.) è più bravo di me con i bambini e desidera molto una femmina perché è pigro e preferirebbe non essere costretto a giocarci a pallone", racconta la Carfagna.
Quello riportato sopra è il lancio con cui l'ufficio stampa di Mondadori pubblicizzava l'intervista pubblicata sul settimanale Chi alla ministra per le Pari opportunità Mara Carfagna. E' assurdo doverlo ricordare a chi per lavoro dovrebbe garantire le pari opportunità dei cittadini, ma tant'è: ANCHE LE FEMMINE GIOCANO A CALCIO.
"Le mie opinioni sull'omosessualità potevano essere individuate come un reato" Paola Binetti, 13 ottobre
Le discriminazioni razziste sono "più uguali" di quelle omofobe. In Italia, infatti, sono perseguite anche grazie a un'aggravante, che rende i reati più pesanti. Così vuole la legge Mancino, approvata nel lontano 1993. Se invece le discriminazioni o le violenze sono contro gay e trans, l'aggravante non c'è. Lo ha deciso ieri la Camera. Questo perché - secondo l'Udc, il Cilicio antidemocratico e (udite udite) anche la modella delle Pari Opportunità - violerebbe il principio di uguaglianza. Non capiso perché in un caso (i delitti razzisti) l'aggravante è costituzionale, mentre nell'altro (i delitti omofobi) no.
A tutto giò si aggiunge che i mal-destri hanno difeso la loro scelta sostenendo che se perseguivano le discriminazioni contro l'orientamento sessuale avrebbero incluso la pedofilia o l'incesto. Una falsità, perché l'omosessualità è una variante naturale, se pur minoritaria, della sessualità umana. E non ha niente a che vedere con incesto e pedofilia, che sono crimini, non orientamenti sessuali.
E' evidente che questi argomenti sono solo un pretesto per non approvare una legge richiesta anche dall'Unione europea con Trattato di Lisbona, che l'Italia ha firmato. La deputata del Pd Paola Concia, che aveva formuulato la proposta di legge sull'omofobia, ieri era furiosa (come mostra il video).
In questo Paese i diritti civili (di tutti) sono ancora un tabù. Ma vorrei che le varie Mara Carfagna, Paola Binetti e Rocco Buttiglione la smettessero con le loro giustificazioni ipocrite e dicessero una volta per tutte quello che pensano: che per loro gay e trans non sono cittadini come gli altri e che non hanno i diritti riservati agli altri cittadini. L'articolo in proposito uscito oggi su City.
Ho una laurea in filosofia alla Scuola Normale di Pisa e un dottorato in scienze politiche alla Scuola Sant'Anna. Faccio la giornalista al Corriere della Sera e sono una delle autrici del documentario Diversamente etero. Ho vissuto in Germania, una paese che adoro, e sono dipendente dalle serie tv. Il mio blog è chiuso, ma potete trovare i miei pezzi su Corriere.it o su http://27esimaora.corriere.it/author/elena-tebano/