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venerdì 23 settembre 2011

L'outing forzato dei politici omofobi

La lista è comparsa stamattina, uno scarno elenco di nomi, senza commenti, né firme a sostenerne la credibilità. Adesso sembrano parlarne tutti, i giornali istituzionali, quelli d'assalto, blogger ed esponenti di punta del modo lgbt. La maggior parte dei commenti sono contro.

Il migliore, però, l'ha fatto Massimo Corsaro del Pdl, che di quella lista fa parte: "Meglio lì che nella lista degli interisti occulti". Chapeau. E' riuscito a smarcarsi con un commento che la maggior parte degli italiani prenderà come molto "maschio" (W il calcio), senza dire niente di omofobo.

Ma la domanda rimane: è giusta un'operazione del genere? Io sono tra le poche persone in Italia a credere che dai politici si debba pretendere coerenza. Per principio. E non me ne frega niente se è una battaglia persa. Per cui, sì, se il premier Silvio Berlusconi firma e sbandiera una legge che punisce la prostituzione perché sbagliata, voglio sapere se poi va a puttane.

Non perché è un crimine, ma perché è una sfacciata contraddizione con quello che va sostenendo pubblicamente e rappresentando politicamente. Di converso, non me ne frega assolutamente niente di sapere se Marco Pannella si droga o con chi va a letto, perché ha sempre pubblicamente sostenuto la depenalizzazione delle droghe e anche l'amore libero.

E allora veniamo ai politici omofobi. E' giusto denunciare i gay conniventi con le politiche discriminatorie dei loro partiti? E' giusto denunciare persone che vivono in un determinato modo e fanno politica nel modo opposto? Uno degli argomenti di chi risponde "No" è: l'espressione della propria sessualità è un atto di libertà individuale, non può essere forzato. E molti di loro non sono dichiarati perché sennò in quei partiti non potrebbero mai fare politica.

Non sono d'accordo. Chi aspira a un ruolo pubblico ha responsabilità più grandi degli altri cittadini. E fare coming out pubblicamente, se uno/una ha ruoli pubblici, significa combattere l'omofobia: io credo che sia una sorta di dovere (fatta salva l'incolumità personale). E se vogliono stare in istituzioni/partiti o associazioni che li condannano per quel che sono, il problema è loro.

Tutti argomenti a favore della lista outing. Invece così come è fatta è profondamente sbagliata.

1. Ci sono solo politici del centrodestra. Perché? Gli omofobi sono anche a sinistra.

2. La denuncia è anonima. Se fai un'operazione del genere, devi prenderti la responsabilità di quello che fai. Si chiama resistenza civile, si paga anche con il carcere. Devi avere il coraggio di mettere la tua faccia su quella denuncia e di pagarne le conseguenze. Altrimenti sembri altrettanto vigliacco dei politici gay che fan finta di essere etero.

3. Voglio, fatti, circostanze, evenienze. A leggere una scarna lista di nomi, l'impressione è che il loro unico torto sia essere GAY, non omofobi. Voglio che tu mi dica come puoi dimostrare che sono gay. Voglio sapere cosa han fatto, detto e votato. Proprio come faresti quando vuoi denunciare che Berlusconi fa le leggi antiprostituzione e poi frequenta prostitute.

Solo così, quell'operazione può aprire un dibattito e produrre un cambiamento. Fatta come l'ha fatta la listaouting, produrrà solo pettegolezzo. Domani verrà dimenticata, e oggi, quando qualcuno se la prenderà con quei dieci, non dirà "stronzi ipocriti". Dirà brutti froci.

ps: aggiorno con il link all'articolo di Gay.it in cui effettivamente si dice cosa hanno fatto questi dieci. Gay.it pubblica anche un furibondo editoriale di Alessio De Giorgi che condivido pienamente.

4 commenti:

  1. Sono molto d'accordo con quello che è stato pubblicato. Obama in America ha appena cancellato la legge di Clinton "non tell, dont'ask" riguardate l'arruolamento dei militari.In Italia, malgrado le numerose manifestazioni e la proposta di legge della parlamentare Concia sull'omofobia, non si fanno passi in avanti. Allora, mi chiedo che senso ha pubblicare un elenco di nomi di "presunti" politici gay ed omofobi. Io voglio una legge sui diritti civili delle coppie di fatto e la politica non si impegna a farla. E' chiaro, che la lista verrà vista negativamente, non perchè siano omofobi ma perchè gay. La legge non viene fatta, a mio avviso, per ragioni legate alla posizione supina del governo verso la chiesa cattolica e in virtù del fatto che l'omosessualità è ancora considerata una deviazione dell'orientamento sessuale, malgrado tutto. Poi, per la chiesa le coppie di fatto sono una vergogna, perchè esiste l'istituzione matrimoniale. Comunque, io sono sempre più avvilita, che a pagarne le conseguenze siano sempre le persone omosessuali che francamente non hanno scelto di esserlo, ma la natura ha provveduto a una scelta per loro.

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  2. Cara Elena,

    sono insieme a te una delle 'poche' persone in Italia - dove in realtà in questo momento non sono - a pensare che il principio dell'outing sia sacrosanto. Condivido pure le virgole di quello che hai scritto e trovo che sia molto interessante provare a decostruire le ragioni di quelli che si dicono contrari. Se ne scoprono delle belle... Ti segnalo che su Nazione Indiana c'è tuttora in corso una discussione molto accesa sulla questione:

    http://www.nazioneindiana.com/2011/09/18/se-proprio-ci-costringete/

    Dire che rivelare questi nomi significa infamarli svela qualcosa del nostro inconscio sociale: cioè che l'omosessualità è, anche per coloro che più dichiarano di battersi per i diritti delle persone omosessuali, una cosa vergognosa. Per paradosso mi piacerebbe sapere cosa direbbero le persone se venisse pubblicata una lista in cui si rivela che dieci parlamentari sono etero. Cosa succederebbe? Assolutamente niente, perché in quel caso nessuno parlerebbe di diritto alla privacy, violazione dell'intimità etc. Un politico è una persona pubblica e la sua è una parola pubblica che per acquistare valore deve avere un vincolo profondo con la sua persona. Se questo vincolo è fasullo, la sua parola diventa carta straccia e la sua legittimità a stare nella sfera pubblica - nella quale noi siamo ciò che diciamo - decade immediatamente.
    Sono comunque d'accordo con te sul fatto che per come è stata fatta la lista si delegittima da sola.

    Un abbraccio

    Cristina (aus Berlin)

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  3. Sono d'accordo con lei, scrivo dalla Francia dove è stato praticato l'outing con successo (il politico ha smesso di fare dichiarazioni omofobe), le associazioni non si sono mascherate dietro corsari informatici e poi l'outing è efficace se ci si concentra su una persona di solito così è troppo dispersivo. Detto questo la reazione delle associazioni gay contrarie è stata pietosa: macchina del fango (gay=fango?), "liste come quelle degli ebrei", francamente con delle associazioni così i politici non hanno nemmeno bisogno di reagire a parte la Carfagna che ha detto che ricorda le ore nere della nostra storia (e lei non si priva di far parte di un partito dove di gente che le ore nere della nostra storia continua a non considerarle nere). Mi domando se siano scattate anche rivalità interne, grillini e luxuria hanno passato le loro legislature a raccontare la loro vita privata sui giornali a gossip facendo allusioni (lui a politici gay nascosti, lei a proposte sessuali ricevute dai colleghi deputati), senza mai fare nomi e senza portare nessuna conquista a casa. Insomma prima di attaccarsi frontalmente a questa iniziativa un po' di moderazione sarebbe necessaria.

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  4. E' interessante che dall'estero cambi completamente la percezione di questa vicenda. La cosa triste è che, anche dal punto mediatico, quello che è si percepisce in Italia è solo la divisione del movimento lgbt.
    Detto questo, il Paese - al momento - è in una situazione penosa. E non si sa bene dove iniziare

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