Visualizzazione post con etichetta mediaset. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mediaset. Mostra tutti i post

mercoledì 8 luglio 2009

Sky terzo polo? Non certo per spettatori



"Ne emerge una struttura dominata dalla presenza, ormai comparabile, di tre soggetti, con una posizione simmetrica in termini di ricavi complessivi del settore televisivo"

Corrado Calabrò, presidente Agcom



La notizia l'avete sentita tutti: Sky è diventato il terzo polo televisivo. Lo ha "certificato" ieri l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) - non un'associazione qualunque, ma l'istituzione che deve garantire pluralismo, rispetto delle regole e decenza della televisione italiana.

Siamo tutti contenti, no? Più poli televisivi ci sono, maggiore dovrebbe essere la libertà della tv e in particolare dell'informazione in tv. E invece, tanto per cambiare, non è così.

Lo spiega Michele Polo sul sito lavoce.info. "Questo messaggio forte ha lasciato in ombra alcuni aspetti che invece risultano importanti nel fare il quadro dell'ultimo anno televisivo. Il gruppo Mediaset si è confermato leader sul mercato pubblicitario aumentando la sua quota dal 54,7 al 55,1 per cento, una posizione dominante che la stessa legge Gasparri, all'articolo 14, invita a valutare, e su cui attendiamo nei prossimi mesi la nuova istruttoria dell’Agcom, dopo il pubblico richiamo con cui tre anni fa ha pudicamente rinviato la questione".

Significa che se anche guadagna meno, Mediaset rimane il gruppo televisivo che ha più pubblicità e guadagna più soldi con gli spot. Sempre lavoce.info spiegava qualche tempo fa che, dalla salita al governo del mero proprietario di Mediaset Silvio Berlusconi, la tendenza degli investitori pubblicitari è spostare soldi sulle sue reti.

Chissà, magari sperano che quando si tratta di prendere decisioni che li riguardi, il mero proprietario se ne ricordi. Di sicuro, questa posizione, permette al premier di avere un immenso potere, non solo economico: decide lui a chi dare o no spazi pubblicitari. Vi ricordate la minaccia al Gruppo Espresso?

Ma non è finita qui: "Il secondo dato che non troviamo nella relazione del presidente Calabrò è l’evoluzione della audience tra i principali canali televisivi, vero indicatore di allarme rispetto al problema del pluralismo", segnala Polo. Sky, infatti, raggiunge solo il 9,5% del pubblico televisivo. Tutti gli altri (l'83 e rotto per cento" guarda Rai, Mediaset e La7. Cioè, con l'eccezione dell'ultimo, canali controllati dal premier. Ogni 10 televisori accesi, quindi, solo uno è sintonizzato su Sky.

La conclusione è amara: "Il gruppo Sky si conferma secondo operatore per ricavi, pur rimanendo attestato su una audience sull’insieme dei suoi canali che non raggiunge un quarto di quella di Rai e Mediaset. Quest’ultima, inoltre, è riuscita con successo, grazie alla sua efficiente concessionaria, a contenere l’impatto negativo della crisi sui ricavi pubblicitari, al contrario di quanto avvenuto per la carta stampata e le reti televisive pubbliche", scrive Polo.

Perché il presidente dell'autorità di garanzia ha avuto paura di dire chiaramente queste cose? Il suo lavoro sarebbe esattamente attirare l'attenzione su questi termini.

giovedì 21 maggio 2009

Studio Aperto: "Berlusconi assolto nel processo Mills"



"Nel giorno in cui escono le motivazioni del processo Mills, in cui Berlusconi fu assolto"

Studio Aperto, 19 maggio 2009



Quando vengono pubblicate le motivazioni della sentenza con cui i giudici di Milano hanno condannato l'ex consulente fiscale di Fininvest David Mills, per aver mentito a difesa di Silvio Berlusconi al prezzo di 600mila dollari, Studio aperto dà la notizia ben dopo quelle di cronaca. E sostiene che nel processo Mills Berlusconi è stato assolto.

Non è vero. Il processo a Berlusconi, coimputato con Mills, è solo sospeso. Il governo Berlusconi, infatti, ha approvato il lodo Alfano, che impedisce ai qualsiasi giudice di processare le prime quattro cariche dello Stato. Cioè anche il presidente del Consiglio. Cioè anche Silvio Berlusconi.

I giudici del processo Mills, però, hanno sollevato un dubbio: se questo privilegio sia costituzionale, oppure se violi l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. La Corte costituzionale dovrà verificare: la sentenza è attesa per ottobre.

Ma a febbraio 2010 le accuse del processo Mills a Berlusconi andranno in prescrizione. Ed è impossibile compiere i tre gradi di giudizio tra ottobre e febbraio. Quindi Berlusconi, è certo, non verrà condannato. Ma non è mai stato assolto. Né avrà il tempo di esserlo.


Studio Aperto è il telegiornale di Italia 1, la rete "giovane" di Mediaset, l'impero televisivo di cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è "mero proprietario". Lo dirige Giorgio Mulè, ex direttore di Panorama Economy, e ancora prima vicedirettore di Panorama. E' un enfant prodige: a 38 anni, di fatto, teneva le redini di Panorama. Ed è un cronista di razza.

Ma soprattutto, dicono tutti quelli che lo conoscono, è un uomo di Cesare Previti. Dicono anche che quando arrivò alla Mondadori, l'abbia accompagnato in redazione proprio l'ex avvocato di Berlusconi. L'uomo condannato tra l'altro per aver corrotto i giudici del lodo Mondadori, in modo da far avere la maggioranza della Mondadori a Berlusconi e non all'imprenditore Carlo De Benedetti.

"La sentenza di appello del processo Mondadori a carico di Previti, confermata dalla Cassazione", scrive Wikipedia, "dice esplicitamente che il Cavaliere aveva «la piena consapevolezza che la sentenza era stata oggetto di mercimonio». Del resto, «la retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore», cioè di Silvio Berlusconi. Il denaro adoperato per la corruzione proviene dal conto All Iberian, che, secondo i suoi stessi avvocati, era un conto personale di Berlusconi".

Ora il telegiornale del giornalista cresciuto nell'azienda che Berlusconi controlla grazie alla corruzione di un giudice, e che lavora nella televisione di Berlusconi, dà in modo sbagliato la notizia su un altro processo per corruzione che riguarda Berlusconi. Poi riporta le parole di Berlusconi a favore della sanità privata. Per il resto, neppure una virgola sul processo Mills. Mi sono guardata tutti i 30 minuti di Studio Aperto per esserne sicura: nessuno durante il tg ha smentito o corretto la falsa notizia di quell'assoluzione.

Neppure il direttore Giorgio Mulé, che pure quelle questioni le conosce bene. La tanto ripetuta formula "conflitto di interessi" vuol dire questo. Se poi si va a vedere perché è stato corrotto Mills, il cerchio si chiude. Vi ricordate All Iberian?

Ecco le accuse a Mills, secondo quanto riporta l'Ansa:

Mills ha "omesso di riferire la circostanza del colloquio telefonico con Silvio Berlusconi nella notte di giovedì 23 novembre 1995, avente quale argomento la società All Iberian e il finanziamento illegale di 10 miliardi di lire erogato da Berlusconi tramite All Iberian a Bettino Craxi".

Marina Berlusconi, figlia di Silvio, ora è a capo di Mondadori. Piersilvio Berlusconi, figlio di Silvio, ora è a capo di Mediaset. Le ultime due aziende in cui è stato impiegato Giorgio Mulé, direttore di Studio Aperto.