
A Milano la campagna elettorale è già iniziata: il faccione di Filippo Penati campeggia su molte strade. Sfondo bianco-democristiano, slogan "La Provincia e oltre" (dove, a quel paese?), ma nemmeno un simbolo di partito. La preoccupazione più grande di Penati, che viene dal Pci, è far dimenticare a tutti che sta nel Pd.
Il mesaggio è semplice: dovete votare Penati, è lui che conta. Il Pd, come partito, non conta. Anzi, forse non esiste nemmeno (Serracchiani dixit).
Il filosofo Slavoj Zizek sostiene che nella società dello spettacolo l'apparenza è l'essenza. E allora vediamo l'apparenza: il manifesto elettorale del Pd.
Chiede di votare le persone del Pd. Anche qui, il partito non esiste. Ci sono un "papà", una "grafica", un "pensionato", una "consulente del lavoro". Perché qualcuno dovrebbe votarli? Un politico è qualcuno che sa trovare soluzioni a dei problemi, non basta che sia uno come me. Altrimenti a che mi serve? Né mi aiuta sapere che la gente comune vota il Pd.
Per paura di perdere, il Pd non ha il coraggio di essere un partito. Forse nemmeno le idee.
