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domenica 29 novembre 2009

Anne Maass: "Un antitrust della politica contro i troppi uomini in parlamento"

La psicologa sociale Anne Maass, insieme alle colleghe Chiara Volpato e Angelica Mucchi Faina, ha proposto di adottare un limite alla presenza degli uomini in politica: oggi in Italia sono l'80% dei parlamentari, la totalità dei primi ministri dalla prima Guerra Mondiale, la (quasi) totalità dei ministri pesanti (Interno, Difesa, Esteri, Economia, Finanza).

Oltretutto le ricerche dimostrano che quando in parlamento ci sono troppi uopmini, si legifera meno sulle questioni sociali e dei servizi alle persone, che invece a parole tutti considerano centrali di questi tempi. Ecco l'intervista su City ad Anne Maass. Cliccate sul testo per ingrandirlo.


mercoledì 29 aprile 2009

Elezioni europee: scopri il tuo partito (se c'è)



Entusiasti per le elezioni europee? Neppure io.
Però, prima di salutarvi per il ponte del Primo maggio, vi lascio a un giochino divertente. Si chiama EuProfiler e vi dice qual è il partito più vicino alle vostre posizioni politiche.

Il mio è in Slovenia, e non lo posso votare...

martedì 14 aprile 2009

Cofferati: "Dovresti darmi del cialtrone"

"Una cartolina da Bruxelles? Non ti manderò neanche una cartolina da Roma, perché se vado via da Bologna per andare a Roma, avresti il titolo per dirmi che sono un cialtrone. Io sono una persona seria"


Lo ha detto a un giornalista il sindaco di Bologna Sergio Cofferati, annunciando che non si sarebbe ricandidato alla guida della città. Né da nessun'altra parte ( qui trovate il video, basta guardare gli ultimi 40 secondi). Era il 9 ottobre del 2008. Ora è capolista del Pd per le europee nella circoscrizione Nord-Ovest. Giudicate voi.
Io vi aiuto con una lista delle sue dichiarazioni.


24 marzo 2009:
"Mi pare che la Bresso parli della sua mancata candidatura, perché non mi risulta che ce ne sia una mia ad oggi". (La governatrice del Piemonte Mercedes Bress, il giorno prima aveva commentato: "Non si può dire che si vuole stare con la famiglia e poi presentarsi alle Europee").

5 aprile 2009:
"Il come (posso aiutare il Pd) lo decideranno i responsabili del partito Io non sono ancora candidato a niente. Ho solo esplicitato la mia disponibilità al segretario nazionale Dario Franceschini. Dove utilizzarmi è giusto che lo decidano i responsabili del Pd. Ho un'idea un po' antica del partito: per me la politica è servizio, dunque a decidere devono essere gli organismi dirigenti".

11 aprile 2009:
"Con quelle dimissioni (di Veltroni) eravamo sul serio arrivati sull'orlo del baratro. A quel punto Franceschini mi ha chiesto, con insistenza e affetto, la disponibilità per l'Europa. E qui è scattato il mio essere antico. Io ho un'idea della politica che appartiene al passato. Se il partito in un momento difficile mi chiede di dare una mano, non posso e non voglio sottrarmi. Anche a costo di un'apparente incrinatura della mia credibilità".

Cofferati, a quanto pare, sa che la sua credibilità non ne è uscita tanto bene.

lunedì 13 aprile 2009

Dalla mafia alla politica: l'affare cemento spiegato da Marco Travaglio

Da giorni sui media si parla della polemica su Annozero, dopo che Michele Santoro ha dedicato la puntata al terremoto in Abruzzo. Non me ne frega niente. Odio questo tipo di discussione: serve solo a distrarre dai contenuti.

Non sono neppure una fan di Marco Travaglio: ha il pregio di sapere tutto sui processi in corso in Italia, ma quando si mette a fare ironia su Silvio Berlusconi non lo sopporto. Sembra uno scontro di ego, mentre si dovrebbe parlare dei contenuti. Non è il personaggio-Berlusconi il problema.

Detto questo, ad Annozero, giovedì scorso, Marco Travaglio ha fatto una magistrale ricostruzione di come funziona il sistema mafia-costruzioni-politica. Una delle chiavi del potere economico della mafie, in Italia, è il cemento. Quello che non è abbastanza armato e poi viene giù. Lo sanno imprenditori e politici, ma se ne fregano, perché ci guadagnano.

Ascoltate Travaglio.

domenica 12 aprile 2009

Le norme antisisimiche, il piano casa e il costruttore Berlusconi


Sono 294 i morti del terremoto in Abruzzo. A L'Aquila molte delle case che hanno ceduto, accartocciandosi su se stesse, risalgono agli anni '70. E in teoria erano in cemento armato. In pratica, come racconta Attilio Bolzoni, no.

Il cemento armato, infatti, dovrebbe reggere fino a 300 chilogrammi per centimetro quadrato. In Italia, spiega Carlo Bonini, ci sono scuole che reggono solo 46 kg per cmq (il liceo Romita di Campobasso) e asili, quello di Cefalù, che ne reggono ancor meno: dodici. Perché?

"Diciamo che fatto 100 il costo della costruzione, chi gioca con la qualità del cemento arriva a guadagnare fino a 50, 60. Chi costruisce a regola d'arte è al 30", ha spiegato, sempre a Bonini, Paolo Clemente, ingegnere della task force Enea-Protezione civile.

Berlusconi, quando gli hanno chiesto se secondo lui i morti de L'Aquila fossero dovuti anche alla cattiva costruzione degli edifici, ha detto di non credere che ci fossero state irregolarità, ma piuttosto che i palazzi crollati "rappresentano le tecnologie dell'epoca".

Berlusconi, prima di diventare un imprenditore dei media, è stato soprattutto un costruttore. E la sua mi sembra quanto meno una risposta ingenua. Come fa a non sapere che c'è chi costruisce male?

In ogni caso vorrei conoscere chi ha tirato su le case che ora sono andate giù. L'Impregilo, il grande gruppo di costruzioni che una volta era della Fiat ed ora è di Benetton-Gavio-Ligresti (a loro volta azionisti importanti del Corriere della Sera), ha consegnato l'ospedale de L'Aquila nel 1991. Quello che ora è inagibile. Ma l'Impregilo dice di averlo fatto sulla struttura in cemento armato che ha trovato già pronta. Allora chi l'ha costruito? E chi ha costruito il liceo di Campobasso o l'asilo di Cefalù?

Si dovrebbero identificare, attraverso controlli a campione, le imprese che hanno barato sul cemento armato in giro per l'Italia ed escluderle per sempre da ogni gara d'appalto. Chiuderle. Sarebbe un ottimo segnale di dissuasione.

Invece la maggioranza di centrodestra, con un emendamento del senatore Pdl Gabriele Boscetto, ha rimandato di un altro anno (il 2010) l'entrata in vigore delle norme antisismiche pronte dal 2003. Questo è un pessimo segnale.

E poi: perché non trasformare il piano casa in una serie investimenti per rendere sicuri almeno gli edifici pubblici italiani nelle zone a rischio? Si potrebbe cominciare dal liceo di Campobasso e dall'Asilo di Cefalù. E così si ridurrebbe il rischio di cantieri irregolari e incontrollati.

mercoledì 8 aprile 2009

Cie: non è indulto, casomai il contrario

"Quello di oggi è un vero e proprio indulto per i clandestini: nel 2006 ci fu l'indulto per gli italiani, oggi si è replicato con il voto del Pd e dell'Udc, ma anche di alcuni franchi tiratori del Pdl"

Lo ha detto ieri il ministro dell'Interno Roberto Maroni, dopo che la Camera, con il voto segreto di una parte della maggioranza, ha respinto la misura per alzare a 6 mesi il tempo massimo di permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione, i Cie. La Lega, per protesta, non ha votato il decreto sicurezza (che ora deve essere essaminato dal Senato).

Ma "l'indulto per 1.038 clandestini" di cui parla Maroni non c'è. Il ministro leghista, che del decreto sicurezza ha fatto la sua bandiera, è riuscito però a guadagnarsi titoli di giornali e tg e far passare ancora una volta l'idea che la Lega è l'unica a difendere la sicurezza degli italiani.

In realtà è successo il contrario di quello che sostiene Maroni. Gli immigrati finiscono nei Cie quando vengono scoperti senza permesso di soggiorno, per essere identificati e prendere gli accordi necessari all'espulsione con i loro Paesi d'origine. Se non si sa con certezza chi sono, infatti, è impossibile espellerli: i Paesi di destinazione possono rimandarli indietro alla frontiera sostenendo che non sono cittadini loro.

Alzare da due a 6 mesi il tempo massimo di permanenza nei Cie, come voleva il governo, significa lasciare più a lungo gli irregolari in Italia. I politici del centrodestra lo sanno, per questo in molti, protetti dal segreto, hanno votato contro. E organismi indipendenti hanno dimostrato che se non si riesce a identificare un immigrato irregolare in due mesi, non ci si riesce neppure in un anno. Ma la Lega ha bisogno di fare propaganda. A spese nostre.

venerdì 3 aprile 2009

Debora Serracchiani candidata alle Europee



E' ufficiale. Dario Franceschini ha annunciato che Debora Serracchiani sarà candidata al parlamento europeo per il Pd.

E' una vittoria della Rete e della politica dal basso. La Serracchiani ha il merito di averle cantate ai suoi dirigenti, ma senza il tam tam su internet, nessuno l'avrebbe saputo.

Sospetto che prenderà parecchi voti: la gente si sente più motivata, se le sua azioni contano per chi la rappresenta. I partiti sono pregati di prendere nota.

La Lega vuole candidare Saviano

Europee, la Lega vuole il colpo a sorpresa. Il sindaco di Treviso e segretario veneto del Carroccio Giampaolo Gobbo lancia sul Gazzettino la proposta di candidare lo scrittore Roberto Saviano con la Lega alle elezioni europee, in Campania o anche in un'altra circoscrizione.
Da Repubblica.it

Dovrebbe accettare, a patto di essere capolista in Lombardia. Alle brutte, sarebbe comunque un leghista in meno a Strasburgo.

giovedì 2 aprile 2009

Fecondazione assistita, la politca impicciona

La Corte costituzionale ieri ha bocciato alcune parti della legge 40 che regola (sarebbe meglio dire limita) la fecondazione assistita in Italia, perché non tutelavano abbastanza la salute delle donne. Il referendum sulla legge nel 2005 è fallito anche perché i media e i politici sono stati incapaci (o, nel secondo caso, non hanno voluto) spiegare di che cosa si trattava. E la maggior parte della gente ha sentito la questione come molto distante.

Ma con il diffondersi dell'infertilità molte le coppie che hanno votato a favore della legge così com'era, oppure non hanno votato affatto al referendum, vanno dai medici e scoprono che la questione li riguarda. Quella norma, infatti, impedisce agli italiani di usare alcune tecnologie diffuse negli altri Paesi e che permetterebbero di avere figli a chi "naturalmente" non ci riesce. Non solo, è il primo esempio della nuova intromissione della politica sul corpo, in particolare delle donne.

La legge 40 e quella su testamento biologico si assomigliano molto. In entrambi i casi i politici entrano di prepotenza in questione medico-scientifche (e quindi destinate a evolversi molto velocemente) e stabiliscono cosa la medicina deve fare in base a presupposti "etici". Sarebbe come dire a un ingegnere come deve costruire un ponte. E allora si prescive che vanno impiantati sempre tre embrioni (anche se è un intervento molto invasivo e pericoloso) oppure che non si può sospendere mai la nutrizione artificiale (anche se un malato terminale è incapace di assimilare nutrienti e si gonfia come un pallone).

Sarebbe come ordinare a un ingegnere di fare sempre i ponti alti 10 metri e in legno perché così hanno un minore impatto ambientale. Anche se poi non stanno in piedi o coprono un fiume. Insomma, è giusto stabilire un principio, ma la sua applicazione dovrebbe essere lasciata alla valutazione di chi conosce la materia. In più, nel caso della legge 40 e del testamento biologico, il principio stabilito a maggiornaza dai politici è molto discutibile. Si tratta soprattutto del tentativo di accontentare la gerarchia vaticana, più che di trovare una soluzione condivisa ai problemi dei cittadini.

Fecondazione artificiale, come funziona

Qui di seguito trovate un'intervista uscita su City nel secondo anniversario del referendum sulla legge 40. A parlare è Luisa Corva, che ha scritto un libro sulle difficoltà di fare la fecondazione assistita, in cui spiega anche come funziona e cosa provano molte donne a sottoporsi a questo impegnativo trattamento.

LISA CORVA giornalista, ha scritto “Confessioni di un’aspirante madre”, storia in versione Sex and the City di Emma, alle prese con la fecondazione artificiale nel tentativo di diventare mamma.
Cosa l’ha spinta a scrivere il libro?
Il silenzio che c’è sul dolore delle aspiranti madri “in vitro”, che non riescono ad avere un figlio. Spesso si prova una sorta di vergogna e non se ne parla neppure tra persone che vivono lo stesso dolore. La cosa che mi dicono più spesso le mie lettrici è: “Pensavo di essere pazza, poi ho letto la storia di Emma e ho capito che non sono sola”. Desiderare un figlio e non riuscire ad averlo è un’esperienza molto dolorosa, che ti isola dal mondo. Diventa un’ossessione: ti svegli una mattina, come fa Emma nel libro, e all’improvviso ci sono solo donne con la pancia, tutte le tue amiche sono incinte, il mondo è popolato da papà che spingono il passeggino, o da mamme felici che vanno a fare la spesa, e tu ti senti l’unica che non ha un figlio.
Nel libro parla tanto proprio di invidia della pancia. Perché?
Sdognare l’invidia e la rabbia è molto importante. È difficile ammettere tra amiche e tra donne che si hanno sentimenti. Dirsi: sì, sono invidiosa della mia amica che aspetta un figlio quando io invece non riesco ad averne, sì, sono invidiosa della mia collega di lavoro che arriva e mi fa vedere l’ecografia, e vorrei darle una sberla perché non sa quanto io sto male per questo bambino che non arriva. Ma dirlo ti aiuta a non diventare una persona che non ti piace. Una volta che arrivi a capire questo hai già fatto un grosso passo in avanti – che il bambino arrivi o non arrivi, quella è storia personale. E le lettrici infatti hanno ognuna una storia unica.
Le sue lettrici si incontrano sul sito nato dal libro (www.aspirantimadri.it), ma ora anche dal vivo?
Sì, gli ultimi incontri “live” sono stati a Barcellona. Ho delle lettrici che vivono lì per lavoro: una ha avuto un figlio con la fecondazione assistita, l’altra una bimba naturalmente. E si offrono come amiche sul luogo per tutte le poverette italiane che sono obbligate ad andare in Spagna perché è il paese più amichevole per la fecondazione assistita.
È quello che chiamano “turismo procreativo”?
Una pessima parola per una ancor più pessima esperienza. In Italia abbiamo la legge più arretrata e più nemica delle donne di tutta l’Europa e le coppie sono costrette ad andare all’estero.
Il 12 e 13 giugno 2005 c’è stato il referendum per abrogare la legge 40, gli italiani hanno scelto di mantenerla. Perché secondo te è così negativa?
Perché rende più difficile un’esperienza che già non è facile. La Fivet è un processo lungo. La donna deve assumere dosi massicce di ormoni per aumentare la produzione di ovociti. E nel frattempo sottoporsi a continui monitoraggi per verificare che le dosi siano giuste. Poi c’è il pick up: i medici asportano sotto sedazione gli ovuli con degli aghi. Poi in laboratorio vengono uniti al seme del compagno e tenuti sotto osservazione. Dopo un po’ i medici impiantano nell’utero gli embrioni più vitali e da lì la gravidanza, se gli embrioni attecchiscono, procede normalmente. Ma il tentativo riesce solo nel 20% dei casi. E visto che è possibile conservare le cellule embrionali in più, se il primo tentativo non riesce, si potrebbero usare per i successivi impianti, riducendo la stimolazione ormonale che è pericolosa per la salute.
Questo è l’ideale, invece la legge 40 cosa prevede?
Impone di impiantare solo 3 embrioni alla volta, vieta di analizzarli per vedere se sono portatori di malattie congenite e di conservare gli altri. Quindi a ogni tentativo bisogna cominciare da capo. Con le aspirazioni, gli aghi, etc. Non solo: esclude la fecondazione eterologa: vuol dire che non puoi usare gli ovociti di un’altra donna, che non sia la madre ricevente, né spermatozoi di un’altra persona che non sia il padre. Quindi se uno dei due è completamente sterile in Italia la coppia non può avere, quando invece la scienza lo permetterebbe attarverso il dono di un ovulo o di spermatozoi altrui. È come se uno non curasse il cancro perché un’operazione chirurgica non è naturale. E allora la gente va all’estero, dove può farsi curare adeguatamente.
Ma perché avere a tutti i costi un figlio biologico? Non si può adottare?
Adottare è comunque un modo di essere madre. Ma devi essere abbastanza forte per farlo. Io non ho avuto figli ma non ho adottato perché penso che non si possa chiedere a questi bimbi, che hanno vissuto il trauma più terribile, l’abbandono, di fare da supplenti di bambini tuoi non nati. Se adotti devi farlo per il bambino, non per curare il tuo dolore di aspirante madre o padre. Questo equivoco, secondo me, è la ragione per cui molte adozioni falliscono e si interrompono.
Alla fine non hai avuto figli ma in qualche modo con il libro hai dato vita a qualcosa, scusa la metafora...
No! Non usarla! Io non credo assolutamente alla metafora “hai creato qualcosa”. Mi fa venire i brividi: un figlio è un’altra cosa.
Elena Tebano

martedì 31 marzo 2009

In fuga dall'Afganistan con i torinesi in gita

Mentre gli altri tiravano fuori le valige, lui è uscito barcollante dal vano della ruota di scorta. Un ragazzo afgano è arrivato così a Chieri, in provincia di Torino, accovacciato sulla ruota di scorta di un autobus. Per un'amara ironia della globalizzazione, quell'autobus riportava a casa degli studenti poco più grandi di lui, di ritorno da una gita scolastica in Grecia.

L'hanno ricoverato per una notte e poi lasciato andare: la legge italiana, per fortuna, non punisce i minori solo perché non hanno il permesso di soggiorno.
Non so se gli studenti torinesi lo abbiano visto. Ma lui ha senz'altro ha sentito scherzare e cantare loro, come si fa sempre in gita. Per oltre 24 ore, quanto ci hanno messo ad arrivare. E per un momento si sono trovate accanto due facce del mondo in cui viviamo: se nasci nel Paese giusto, a 16 anni vai in pulman all'estero per una gita d'istruzione. Se nasci in quello sbagliato, per sopravvivere.

lunedì 30 marzo 2009

A un anno dall'Expo

Dodici mesi fa, Milano "vinceva" l'Expo 2015. L'anniversario cade domani.
Ve lo ricordate?
A quanto pare non se lo ricorda nessuno, perché ad oggi la società Expo 2015 spa, nata dalllo scontro tra governo ed enti locali per decidere chi doveva gestire l'evento, non ha ancora un amministratore delegato. E soprattutto ha solo a 120 mila euro di capitale per organizzare il tutto.

Il congresso di An

Diego Bianchi è andato dietro le quinte della scioglienda An. E ha portato delle chicche - anche per chi non ama il romanesco.

Debora Serracchiani

Non basta certo a cambiare il Pd. Ma almeno è una rappresentate politica che esprime quello che pensano i suoi elettori. Il video del suo intervento in due parti.



sabato 28 marzo 2009

Debora Serracchani: "L'Italia non è fatta di cadaveri"

L'intervista a Debora Serracchiani uscita su City venerdì scorso.