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mercoledì 6 maggio 2009

Gad Lerner, maiale confesso


"So essere maiale di mio",
Gad Lerner, L'Infedele, 5 maggio 2009




Gad Lerner è uno dei nostri giornalisti più colti e raffinati. Basta guardare il suo sito internet. Lunedì ha dedicato una puntata dell'Infedele alla soap opera berlusconiana: Veronica contro Silvio.

Bisognerebbe essere in coma per essersela persa, in questi giorni. Io ci ho provato. Non sopporto lo pseudofemminismo che vede in Veronica Lario l'eroina della rivolta femminile contro il machismo italico. Non lo è: ne ha sfruttato - finora - i vantaggi.

All'Infedele, però, è successo qualcosa di molto rivelatorio, che sì, davvero, va oltre la soap opera berlusconiana. Nel bel mezzo della sua puntata in difesa delle donne e del loro ruolo pubblico, Gad Lerner ha fatto una precisazione. La trovate qui, al minuto 19 e 58 secondi.



Se un uomo come Lerner sente il bisogno di specificare che non è un bacchettone vantandosi di essere un maiale, non c'è puntata a sostegno delle donne che regga. Secondo Emma Bonino - "Berlusconi è uno che disprezza le donne". Ma anche uomini più illuminati di lui fanno passare la loro identità attraverso una certa idea del sesso.

La potenza sessuale equivale è la virtù per eccellenza degli uomini (anche se devono solo dimostrare che sono privi di pregiudizi, come Lerner), l'essere donna è ridotto alla capacità di sedurre dell'oggetto sessuale. E' limitante per gli uomini e le donne.

Il punto non è se sia una forma di libertà rifarsi le labbra o il seno per piacere o piacersi di più. Il punto è che le donne non hanno altra forma di accesso al potere e alla rilevanza pubblica. Coloro che non si piegano a fare da decorazione, difficilmente ottengono ruoli pubblici. Le donne lo sanno e quindi scelgono la scorciatoia.

Purtroppo vale in ogni schieramento politico e in ogni professione: più spesso che no, le donne che arrivano a posizioni rilevanti lo fanno grazie a un uomo (padre o amante che sia). Lo sappiamo bene tutti. Il valore del premier Silvio Berlusconi, qui, è solo quello di sintesi: rende manifesto ciò che negli altri è implicito.

E così può capitare che non generiche veline, ma un'ex soubrette diventi ministra delle Pari Opportunità, o un'attrice con poca esperienza nel mondo dello spettacolo, e nessuna in politica, sia candidata alle europee (non lo dico io, lo dimostra lei con il suo sito).

Sui criteri di selezione, lascio la parola alla direttrice dell'Unità Concita De Gregorio. Dal minuto 9 e 35 secondi, per chi desidera.