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mercoledì 3 giugno 2009

Daniela Santanchè contro Veronica Lario

Si è sempre vantata di "non averla mai data a Berlusconi". Adesso l'ex candidata premier della Destra Daniela Santanchè vuole tornare all'ovile del Pdl.

Si dice che il presidente della Camera e leader del Pdl Gianfranco Fini non la voglia: non l'avrebbe mai perdonata di aver chiamato i "colonnelli di An" "palle di velluto" (con la sua nota eleganza). E allora la Santanchè ha bisogno quanto meno dell'appoggio del premier Silvio Berlusconi, visto che deve ancora dimostrare di poter portare (tanti) voti.

Guarda caso, nei giorni scorsi la donna che non l'ha mai data a nessuno per carriera, tantomeno al premier, si è erta a protettrice della (del) morale del capo. Ed è partita all'attacco di Veronica Lario: "Ha un compagno", ha detto a Libero. Poi Il Giornale ha ripreso la notizia. Tutti quotidiani vicini alla famiglia Berlusconi.

Fatto sta che la giornalista Natalia Aspesi, senza nominarla, ha suggerito che la rivelazione sul presunto compagno della Lario potesse essere un modo per recuperare i favori politici di Berlusconi. Detto fatto, la Santanchè ha annunciato querela.

Donna Daniela una volta con le sue battute alludeva al fatto che a Berlusconi, in qualche modo, bisogna darla. Oggi dice che è un povero cornuto. Ma sui vuole tutta d'un pezzo. Per ricordarcela, ecco la sua intervista su City, quando voleva fare la premier e sosteneva: "Più che fascista, sono capopopolo". Cliccate sulle immagini per ingrandire.


mercoledì 27 maggio 2009

Noemi, il mistero di Facebook e del fidanzato da mollare



Se non fosse politica, sarebbe un reality. O forse un giallo, perché la storia di Noemi Letizia, la minorenne frequentata da Silvio Berlusconi (come direbbe Veronica Lario), è sempre più strana.

Per smentire che lei e il premier possano aver intrattenuto commerci carnali, infatti, il padre Benedetto (o Elio che dir si voglia) ci ha assicurato che la ragazza è "illibata".

Chi, la corazzata di Mondadori, azienda della famiglia Berlusconi, ha poi pubblicato le foto di lei col fidanzato. Guarda caso, un figurante di Uomini e Donne, corazzata di Mediaset, azienda della famiglia Berlusconi. I panni sporchi si lavano in casa.

Oggi il Corriere della sera, pubblica un articolo sulla madre di Noemi, che si lamenta perché la diciottenne più famosa d'Italia è turbata. Il pezzo finisce anche online, con la data del 26 maggio. E una precisazione: "Ultima modifica 27 maggio 2009".

Se infatti si legge il Corriere andato in stampa, si trova un pezzo che dall'edizione online è sparito. Lì il giornalista Fulvio Buffi riporta delle conversazioni estrapolate dai social network cui è iscritta Noemi, dicendo di averli presi da Il Mattino di ieri. Eccole:

"Stavolta parla Noemi, con Marika, la sua compagna di banco, la sua amica più cara. E' il 19 maggio, ore 22,01. L'argomento della conversazione è Domenico Cozzolino, il fidanzato di Noemi comparso sulle pagine di Chi insieme con la ragazza e i suoi genitori in una serie di immagini di una famiglia felice sul lungomare di Via Caracciolo.

«Io non l'ho mai amato», scrive Noemi con il linguaggio degli adolescenti. E poi: «Qui stiamo tutti confabulando un'intervista da fare x sputtanarlo», sempre con il linguaggio da pc, senza l'apostrofo e con i simboli a sostituire le parole. Ma poi c'è altro: «Ora x lasciarlo devo aspettare il 6 giugno per le elezioni e poi c'è l'intervista per apenderlo (appendere nel gergo de giovanissimi napoletani significa lasciare qualcuno da solo; ndr) solo ke non ci voglio stare insieme fino al 6 quindi devo trovare un modo per vederlo di meno...»"


Sul pezzo online questo passaggio, oggi, non c'è più. Rimane solo su quello del Corriere del Mezzogiorno. In compenso c'è un altro articolo sull'edizione online del Mattino:

"Intanto è caccia all’hacker che ha violato il profilo su facebook di Noemi. «Le password personali di Noemi , con le quali fino a ieri mattina aveva navigato su internet, sono state intercettate e sul web c’è chi le sta usando». È un passaggio della denuncia che l’avvocato Giulio Costanzo, legale della famiglia Letizia, questa mattina presenterà alla polizia postale. Ieri Noemi ha trascorso parte della giornata nel blindatissimo studio dell’avvocato. Ad accompagnarla il padre Benedetto che proprio ieri mattina ha firmato anche le querele per le dichiarazioni rilasciate a La Repubblica dall’ex fidanzato della figlia Gino Flaminio.

Qualcuno si sarebbe impossessato e avrebbe clonato le password della pagina di Noemi del social network «Facebook» e di quella di Messanger, impedendo di fatto alla ragazza di utilizzare le sue pagine, dalle quali però continuano a partire per tutta la community messaggi apocrifi, come se fossero scritti dalla stessa Noemi e che hanno per argomento i suoi rapporti con il presidente Silvio Berlusconi"


Molto opportuno, vero? Oggi, dopo che i giornali hanno reso noti i contenuti delle chat di Noemi su internet, si "scopre" che non le avrebbe scritte lei. Sarà vero? E se invece quei dialoghi fossero originali? Perché Noemi non può lasciare il figurante di Mediaset prima delle elezioni? La lista di domande si allunga...

giovedì 14 maggio 2009

Berlusconi, la verità sul caso Noemi Letizia



"Suo padre, che conoscevo da tempo, mi ha telefonato per chiedermi se lasciavo fuori Martusciello dalle liste per le Europee"

Silvio Berlusconi, La Stampa, 4 maggio 2009




Della presenza di Silvio Berlusconi alla festa per il diciottesimo compleanno di Noemi Letizia, a Casoria, si parla da settimane. Tutti si chiedono se Berlusconi sia mai andato a letto con la ragazzina, promettendole in cambio un lavoro in tv o un seggio in parlamento - come ha sibillinamente accusato la moglie del premier, Veronica Lario. Berlusconi nega senza mezzi termini.

Fin qui lo sappiamo tutti. Ma potrebbero esserci altre cose che non sappiamo e che devono rimanere nascoste dietro il polverone sulle veline. Ne ha parlato Annozero. Oggi, Repubblica ha pubblicato uno speciale sul "Caso Berlusconi", in cui Giuseppe D'Avanzo ricostruisce tutta la vicenda. E avanza alcuni, pesanti dubbi. Il pezzo è online e chiunque può leggerlo, se vuole. Di seguito trovate una sintesi dell'articolo.

1. Il caso veline è iniziato sui giornali più vicini alla Famiglia Berlusconi, Libero e Il Giornale.

2. Secondo quanto afferma Repubblica, Berlusconi aveva in programma da giorni di andare alla festa di Noemi, visto che un fotografo ne sarebbe stato avvertito il sabato precedente e che la mattina della festa forze di sicurezza avrebbero controllato che nel locale non ci fossero microfoni spia.

3. Berlusconi ha dichiarato di conoscere Benedetto (detto anche Elio) Letizia, padre di Noemi, da anni. Ma non è chiaro come e perché: lo stesso Benedetto, o Elio che sia, si è sempre rifiutato di specificare in quale circostanze e per quali motivi conosca il premier.

4. Berlusconi ha dichiarato di essere andato a parlare di candidature in Campania con Elio Letizia (reddito annuo dichiarato 12mila euro, dice il Times; deve essere un gran risparmiatore se gli permettono di affittare locali per una festa).

Tutte circostanze quanto meno sospette, che hanno spinto Repubblica a fare 10 domande a Berlusconi. Gianni Letta aveva assicurato che avrebbe risposto, ma - scrive D'Avanzo - non è ancora successo.

Rimane un dubbio: perché Benedetto Letizia può parlare delle candidature napoletane con il premier? C'è qualcosa di peggio della possibilità (per altro negata) che il premier vada a letto con una minorenne?

mercoledì 6 maggio 2009

Gad Lerner, maiale confesso


"So essere maiale di mio",
Gad Lerner, L'Infedele, 5 maggio 2009




Gad Lerner è uno dei nostri giornalisti più colti e raffinati. Basta guardare il suo sito internet. Lunedì ha dedicato una puntata dell'Infedele alla soap opera berlusconiana: Veronica contro Silvio.

Bisognerebbe essere in coma per essersela persa, in questi giorni. Io ci ho provato. Non sopporto lo pseudofemminismo che vede in Veronica Lario l'eroina della rivolta femminile contro il machismo italico. Non lo è: ne ha sfruttato - finora - i vantaggi.

All'Infedele, però, è successo qualcosa di molto rivelatorio, che sì, davvero, va oltre la soap opera berlusconiana. Nel bel mezzo della sua puntata in difesa delle donne e del loro ruolo pubblico, Gad Lerner ha fatto una precisazione. La trovate qui, al minuto 19 e 58 secondi.



Se un uomo come Lerner sente il bisogno di specificare che non è un bacchettone vantandosi di essere un maiale, non c'è puntata a sostegno delle donne che regga. Secondo Emma Bonino - "Berlusconi è uno che disprezza le donne". Ma anche uomini più illuminati di lui fanno passare la loro identità attraverso una certa idea del sesso.

La potenza sessuale equivale è la virtù per eccellenza degli uomini (anche se devono solo dimostrare che sono privi di pregiudizi, come Lerner), l'essere donna è ridotto alla capacità di sedurre dell'oggetto sessuale. E' limitante per gli uomini e le donne.

Il punto non è se sia una forma di libertà rifarsi le labbra o il seno per piacere o piacersi di più. Il punto è che le donne non hanno altra forma di accesso al potere e alla rilevanza pubblica. Coloro che non si piegano a fare da decorazione, difficilmente ottengono ruoli pubblici. Le donne lo sanno e quindi scelgono la scorciatoia.

Purtroppo vale in ogni schieramento politico e in ogni professione: più spesso che no, le donne che arrivano a posizioni rilevanti lo fanno grazie a un uomo (padre o amante che sia). Lo sappiamo bene tutti. Il valore del premier Silvio Berlusconi, qui, è solo quello di sintesi: rende manifesto ciò che negli altri è implicito.

E così può capitare che non generiche veline, ma un'ex soubrette diventi ministra delle Pari Opportunità, o un'attrice con poca esperienza nel mondo dello spettacolo, e nessuna in politica, sia candidata alle europee (non lo dico io, lo dimostra lei con il suo sito).

Sui criteri di selezione, lascio la parola alla direttrice dell'Unità Concita De Gregorio. Dal minuto 9 e 35 secondi, per chi desidera.

martedì 5 maggio 2009

La famiglia nel centrodestra

Pdl, Lega e Udc fanno campagna elettorale sui valori della famiglia tradizionale. Poi, nella vita, fanno altro. Da City di oggi. Cliccate per ingrandire.



La contraddizione è talmente grossa, che il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha dovuto ritirare i suoi manifesti elettorali per le europee. Lo raffiguravano come buon padre di famiglia, al motto di "Un Disegno Comune". Peccato che il web se ne sia subito appropriato. E lo slogan dell'Udc di Casini sia diventato Un Divorziato Cattolico.