
Il Vaticano ha annullato la cena tra il Segretario di stato Tarcisio Bertone e il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi. Era in programma per stasera, subito dopo la festa della perdonanza all'Aquila. E' quella in cui i peccatori fanno pubblica ammenda dei loro errori, ne pagano le conseguenze (con digiuni e astinenze) e chiedono perdono promettendo di non farlo mai più.
A dimostrazione di quanto ci tenga a non peccare mai più, sembra che Berlusconi abbia deciso di delegare il sottosegretario (e suo braccio destro nei rapporti con la Chiesa) Gianni Letta. Ma a Palazzo Chigi è ancora in corso un supervertice, e il premier potrebbe ancora decidere altrimenti. Vedremo.
Intanto la cena saltata è un bello smacco per Berlusconi. Doveva essere forse la mossa più importante del suo contrattacco agli scandali (sessuali e non) che questa estate ne hanno minato la credibilità - più all'estero che in Italia, a dire la verità.
Ma se uno è fallito, gli altri proseguono. C'è la mobilitazione del leader della Lega Umberto Bossi (l'alleato più prezioso del premier), che arriva a insinuare una supposta mano della mafia negli scandali che hanno riguardato il premier. "Credo poco che il premier possa andare di qua e di là con le ragazze. Sono cose in gran parte inventate. Piuttosto, Berlusconi è odiato dalla mafia perché la legge sul sequestro dei beni mafiosi ha fatto un male enorme alle cosche", ha detto Bossi e poi, guarda caso, anche lui si è messo a parlare di perdoni mancati: "Berlusconi deve stare attento perché quelli non perdonano".
C'è, oltre alle manovre per silenziare Raitre, la denuncia a Repubblica e Gruppo Espresso per essersi permessi di fargli 10 domande scomode.
Una mossa inaudita nelle democrazie liberali, di fronte alla quale anche i giuristi mettono in guardia. Ma in linea con lo stile di Berlusconi che, dopo aver aspettato tutta l'estate che lo scandalo scemasse, ha deciso di passare alle maniere forti.
Dello stesso tenore - se verrà confermata - quella di cui parla l'Unità di oggi: Berlusconi vorrebbe comprare El Pais, il giornale che insieme al Financial Times (ma quello è già di Murdoch) più si è schierato contro di lui negli ultimi mesi.
Vi ricordate la storia dei senatori del defunto governo Prodi? Se non li puoi sconfiggere, comprali...

