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domenica 5 luglio 2009

I Berretti blu, faccia ri-pulita delle ronde nere



"La Union Blue Berets International Voluntary Corps - Onlus è un´Associazione che si è sempre impegnata per la edificazione e la difesa della Dimensione Umana, si è sempre battuta per i Diritti inscindibili dell´uomo quale essere umano, e non quale cittadino di uno Stato",

da www.blueberets.org



La notizia compare oggi nella sezione milanese di Repubblica, il che è abbastanza sorprendente - a me sembra di rilevanza nazionale, ma tant'è. Il giornalista Franco Vanni racconta che il Comune di Milano, quello guidato dalla Letizia Moratti che un tempo andava con il padre partigiano alle celebrazioni del 25 aprile, ha dato 220mila euro ai Blue Berets per fare vigilanza nella metropolitana di Milano.

I "volontari" (ma allora perché costano così tanto?) disarmati controllano le metro milanesi dalle 22,30 a fine corsa. Un servizio simile c'è anche su tutti i treni tedeschi, ma lì è gestito dalle aziende di trasporti, che assumono professionisti, non volontari. In Germania uno di loro presidia il primo vagone di metro e treni metropolitani, e chi vuole sentirsi tranquillo o tranquilla va a sedersi lì.

A Milano i Blue Berets fanno le ronde. Il Giornale ha fatto un primo resoconto del loro operato, qui: giudicate voi sei i 220mila euro sono soldi ben spesi. Secondo il vicedindaco Riccardo De Corato, leghista con simpatie molto virate a destra, sì.

La cosa che sorprende, in tutta questa storia, è che a fondare le ronde "apartitiche" (ma sponsorizzate da De Corato) dei Blue Berets è stato il dirigente nazionale della Destra Nazionale Msi Vincenzo Scavo. Mentre Riccardo Sindoca è addirittura un colonnello dei Blue Berets. Il nome vi suona? E' stato indagato nel 2005 dalla procura di Genova insieme a Gaetano Saya con l'accusa di aver voluto costituire un servizio segreto parallelo.

Gaetano Saya, d'altro lato, è il figuro che sta dietro alle cosiddette ronde nere, adesso finite sotto inchiesta a Milano
Eccolo qui sotto:



Esiste anche una sua versione satirica - ma far più ridere dell'originale è una missione improba. Lo sbeffeggiano a più non posso anche sul forum di Forza Nuova. Eppure qualcosa in comune ce l'avrebbero: la Destra Nazionale Msi non disdegna il saluto romano caro anche a molti esponenti di Forza Nuova.

Ieri Saya ha ripresentato le sue ronde nere a Roma. A Milano rimane la loro faccia ripulita: i Berretti Blu dal cuore nero circolano già da tempo in una delle principali città italiane, pagati con i soldi dei cittadini. I 220mila euro, infatti, sono sottratti al bilancio dell'Atm, che forse potrebbe farci qualcosa di più utile, con buona pace di De Corato.

Ps: Ma poi a Milano, questi berretti Blue per la Difesa della Dimensione Umana, li ha visti nessuno?

martedì 19 maggio 2009

Borghezio, l'estrema destra della Lega



Mario Borghezio è il capo della delegazione leghista al Parlamento europeo. Vuol dire che rappresenta la faccia della Lega in Europa. A non tutti piace: il gruppo euroscettico l'ha sbattuto fuori, dopo che l'allora (e di nuovo) ministro Roberto Calderoli ha mostrato in televisione le magliette con la vignetta di Maometto, scatenando una rivolta costata 11 morti in Libia.

La Lega è un partito che non si vuole "né di destra, né di sinistra". Borghezio, però, sta all'estrema destra. Un documentario del 2009 lo ritrae mentre spiega a un gruppo francese sospettato di neo-fascismo, Nissa Rebela, come infiltrarsi nelle istituzioni e al governo, passando per un "partito regionale e cattolico".

In un articolo del 2001 sulla rivista Orion, ripubblicato su internet, l'attivista dell'estrema destra Maurizio Murelli racconta che Borghezio frequentava esponenti di Ordine Nuovo, il gruppo neofascista sciolto nel 1973 per ricostituzione del Partito Fascista.

Cose che Borghezio, però, non ricorda volentieri. Ecco cosa ha detto intervistato su City. Cliccate sulle immagini per ingrandire. Il video in apertura, invece, è quello citato nell'intervista.



domenica 5 aprile 2009

Aggressione ai gay, ma non è "omofoba"


Oggi a Milano c'è un "convegno" di Forza Nuova. Quelli che non sono più fascisti, ma quando entra il loro eurodeputato gli fanno il saluto romano. La notte prima, sempre a Milano, succede qualcosa.

Una macchina senza targa si ferma di fronte a un locale gay friendly, il Toilet, e quattro teste rasate prendono a colpi di cric i presenti, poi provano a sfondare la vetrina e scappano prima dell'arrivo della polizia. "Secondo l'ufficio delle volanti non ci sarebbero elementi tali da provare la matrice politica o omofobica dell'aggressione", scrive Repubblica.it.

Sarà solo una coincidenza del linguaggio, ma non capisco come si possa riconoscersi nel saluto romano senza essere fascisti; allo stesso modo in cui non capisco come si possa fare una spedizione organizzata contro un locale notoriamente frequentato da gay urlando "froci" e "comunisti" senza che sia un'aggressione omofoba e politica.

Intanto, sei non hai la targa e scendi con un cric in mano, significa che ti sei premunito prima. E poi se urli "froci", usi un'espressione omofoba. Se, ancor di più, ci aggiungi "comunisti" a mo' di insulto, sei già dentro un linguaggio politico, per lo più "di destra". Questo per ripetere l'ovvio, che a quanto pare per la polizia non lo è.

Se vogliamo fare un passo verso il meno ovvio, aggiungo che qualsiasi attacco organizzato - anche se non si richiama a ideologie compiute, slogan abbozzati o a una consapevole visione del mondo - è politico. Perché avviene in uno spazio pubblico e rinforza un messaggio implicito: i "froci" (o i rumeni, è lo stesso) fanno schifo, non li vogliamo, vanno picchiati. E questi si sono presi la briga di andarli a cercare, i gay, non li hanno giusto incontrati per strada.

E per finire con quelli che non sono più fascisti, l'eurodeputato "omaggiato" dai militanti di Forza Nuova è Roberto Fiore, figlio di un ex repubblichino, condannato per associazione sovversiva, rientrato in Italia dopo la prescrizione della pena. Ha preso il seggio all'europarlamento dopo le dimissioni di Alessandra Mussolini.


Da Repubblica.it
Spedizione notturna al circolo gay
prima gli insulti, poi l'aggressione

di Franco Vanni
Una spedizione notturna, con cric e cacciavite usati come armi, al grido «froci, comunisti». E' successo sabato notte davanti al circolo Toilet sui Navigli, frequentato anche da gay: una Fiat Bravo blu senza targhe si ferma davanti al locale, escono quattro uomini, cominciano a insultare e picchiare chi si trova all'esterno del locale. Poi cercano di sfondare la vetrina, per proseguire all'interno le violenze. " Secondo l'ufficio delle volanti non ci sarebbero elementi tali da provare la matrice politica o omofobica dell'aggressione".

«Gli aggressori avevano capelli cortissimi - raccontano i numerosi testimoni - e uno di loro parlava con accento dell'Est Europa». Alla fine i contusi sono tre: un ragazzo ferito con il cric alla testa e poi medicato in ospedale, il gestore del locale, preso a pugni e curato dai soccorritori del 118, e un terzo giovane schiaffeggiato. Il blitz è durato pochi minuti: all'arrivo della polizia, i quattro uomini erano già fuggiti. Secondo l'ufficio delle volanti non ci sarebbero elementi tali da provare la matrice politica o omofobica dell'aggressione.