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domenica 6 settembre 2009

Expo, incontro privato ad Arcore



Martedì a mezzogiorno l'amministratore delegato Lucio Stanca, la sindaca di Milano Letizia Moratti, il presidente della Provincia Guido Podestà e quello della Lombardia Roberto Formigoni presenteranno il "Concept Masterplan" di Expo 2015.

Detto così fa impressione, in realtà il Concept MasterPlan è semplicemente il progetto preliminare, un piano d'azione che indica gli obiettivi da raggiungere, le responsabilità e gli strumenti per raggiungerli.

Vedremo come sarà: al momento, però, il problema sono i soldi: sembra che non ci siano quelli necessari a realizzare il progetto con cui Milano ha "vinto" l'Expo. Anche oggi Repubblica scrive che, secondo la Lega, ci sarebbe solo un miliardo di euro disponibile contro i tre necessari.

Domani, in ogni caso, Stanca, Moratti e Formigoni saranno ad Arcore, insieme al ministro dell'Economia Giulio Tremonti e a quello per le Riforme Umberto Bossi, a parlare dell'Expo. Dove? A casa del premier Silvio Berlusconi. Sarà lui infatti ad avere l'ultima parola in merito, e soprattutto a decidere se e dove tirar fuori i soldi.

A me l'incontro preliminare a casa Berlusconi fa effetto: mi sembra un'altro segnale della crescente privatizzazione della politica e della sua mancanza di trasparenza.

domenica 5 luglio 2009

I Berretti blu, faccia ri-pulita delle ronde nere



"La Union Blue Berets International Voluntary Corps - Onlus è un´Associazione che si è sempre impegnata per la edificazione e la difesa della Dimensione Umana, si è sempre battuta per i Diritti inscindibili dell´uomo quale essere umano, e non quale cittadino di uno Stato",

da www.blueberets.org



La notizia compare oggi nella sezione milanese di Repubblica, il che è abbastanza sorprendente - a me sembra di rilevanza nazionale, ma tant'è. Il giornalista Franco Vanni racconta che il Comune di Milano, quello guidato dalla Letizia Moratti che un tempo andava con il padre partigiano alle celebrazioni del 25 aprile, ha dato 220mila euro ai Blue Berets per fare vigilanza nella metropolitana di Milano.

I "volontari" (ma allora perché costano così tanto?) disarmati controllano le metro milanesi dalle 22,30 a fine corsa. Un servizio simile c'è anche su tutti i treni tedeschi, ma lì è gestito dalle aziende di trasporti, che assumono professionisti, non volontari. In Germania uno di loro presidia il primo vagone di metro e treni metropolitani, e chi vuole sentirsi tranquillo o tranquilla va a sedersi lì.

A Milano i Blue Berets fanno le ronde. Il Giornale ha fatto un primo resoconto del loro operato, qui: giudicate voi sei i 220mila euro sono soldi ben spesi. Secondo il vicedindaco Riccardo De Corato, leghista con simpatie molto virate a destra, sì.

La cosa che sorprende, in tutta questa storia, è che a fondare le ronde "apartitiche" (ma sponsorizzate da De Corato) dei Blue Berets è stato il dirigente nazionale della Destra Nazionale Msi Vincenzo Scavo. Mentre Riccardo Sindoca è addirittura un colonnello dei Blue Berets. Il nome vi suona? E' stato indagato nel 2005 dalla procura di Genova insieme a Gaetano Saya con l'accusa di aver voluto costituire un servizio segreto parallelo.

Gaetano Saya, d'altro lato, è il figuro che sta dietro alle cosiddette ronde nere, adesso finite sotto inchiesta a Milano
Eccolo qui sotto:



Esiste anche una sua versione satirica - ma far più ridere dell'originale è una missione improba. Lo sbeffeggiano a più non posso anche sul forum di Forza Nuova. Eppure qualcosa in comune ce l'avrebbero: la Destra Nazionale Msi non disdegna il saluto romano caro anche a molti esponenti di Forza Nuova.

Ieri Saya ha ripresentato le sue ronde nere a Roma. A Milano rimane la loro faccia ripulita: i Berretti Blu dal cuore nero circolano già da tempo in una delle principali città italiane, pagati con i soldi dei cittadini. I 220mila euro, infatti, sono sottratti al bilancio dell'Atm, che forse potrebbe farci qualcosa di più utile, con buona pace di De Corato.

Ps: Ma poi a Milano, questi berretti Blue per la Difesa della Dimensione Umana, li ha visti nessuno?

domenica 10 maggio 2009

La Moratti: "Votate Penati"


"Ci sono moltissime ragioni per votare Guido Penati",

Letizia Moratti, 10 maggio 2009



Era la grande manifestazione per lanciare la candidatura di Guido Podestà (Pdl) alla guida della Provincia di Milano. Per sostenerlo è intervenuta anche Letizia Moratti, sindaco milanese del Pdl. Al termine di un appassionato discorso, la Moratti l'ha detto: "Sono tantissime le ragioni per votare Guido Penati...".

Guido di cognome fa Podestà, ed è il candidato del Pdl. Penati di nome fa Filippo ed è l'attuale presidente della provincia di Milano. Il suo partito è il Pd, anche se lui non ama ricordarlo. Rimango convinta che i lapsus, in politica come nella vita, contino.

E quindi delle due, l'una: o Podestà è talmente impresentabile, che neppure la sua sponsor ufficiale ha voglia di votarlo; oppure Penati è talmente di destra, che la Moratti lo voterebbe volentieri. Chissà.

Di Certo Penati è uno che vuole "zero campi rom". E non perché pensa a politiche di integrazione più efficaci, ma perché "la soluzione è il rimpatrio". Sembra la brutta copia della Lega. Non è una grande strategia per vincere le elezioni a Milano.

Anzi, mi sembra uno di quegli errori madornali che stanno affossando la sinistra italiana (lo ha detto Debora Serracchiani, e per questo gli elettori la osannano). Per chi fosse interessato all'argomento, la settimana scorsa è uscito un illuminante articolo dello storico Perry Anderson su Internazionale.

"La sinistra italiana era una volta il più grande e impressionante movimento popolare per il cambiamento sociale in Europa occidentale", scrive Anderson, "Nessun altro paese ha dilapidato del tutto un patrimonio così imponente". La sua tesi è che la moderazione dei leader della sinistra serva a nascondere la mancanza di democrazia e di rinnovamento della sua classe dirigente. E che finisca solo per allontanare gli elettori.

lunedì 30 marzo 2009

A un anno dall'Expo

Dodici mesi fa, Milano "vinceva" l'Expo 2015. L'anniversario cade domani.
Ve lo ricordate?
A quanto pare non se lo ricorda nessuno, perché ad oggi la società Expo 2015 spa, nata dalllo scontro tra governo ed enti locali per decidere chi doveva gestire l'evento, non ha ancora un amministratore delegato. E soprattutto ha solo a 120 mila euro di capitale per organizzare il tutto.