L'attore Elio Germano ha vinto il premio come migliore attore al festival di Cannes, ex aequo con Javier Bardem. E' il festival a cui il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi non è andato, accusando il film "Draquila" di Sabina Guzzanti, di screditare l'immagine dell'Italia all'estero. Bondi, in un comunicato ufficiale, ha "declinato l'invito a partecipare al prossimo festival di Cannes, esprimendo rincrescimento e sconcerto per la partecipazione di una pellicola di propaganda, Draquila, che offende la verità e l'intero popolo italiano".
E' il festival delle polemiche (tutte italiane) sui film che danno una pessima immagine del Paese. Elio Germano vince un premio importante e spiega: "I nostri governanti rimproverano sempre al nostro cinema di parlare male dell'Italia. Per questo dedico il premio all'Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere l'Italia un paese migliore nonostante la loro classe dirigente".
Bellissimo, ineccepibile. Pochi minuti dopo il Tg1 delle 20 (quello dalla cui conduzione si è dimessa Maria Luisa Busi, perché non dà le notizie) ha un servizio sul festival. Si rallegra del premio a Germano. Poi Vincenzo Mollica dice: "Sentiamo la dedica che Germano ha fatto quando ha vinto il premio".
E ta-dan! salta l'audio. Le critiche al governo non si sentono. Il servizio finisce e il conduttore non dice niente. NIENTE.
Solo qualche servizio dopo, con un foglio in mano, specifica che l'audio è saltato (nessuna scusa). E legge la dedica di Germano, MA SENZA LA PARTE IN CUI CRITICA I GOVERNANTI. Sarà un caso? L'ennesimo caso?
Per chi non l'avesse vista, qui sotto la dedca di Elio Germano
Si è molto parlato di pedofilia, negli ultimi mesi, a causa dei casi che hanno coinvolto la Chiesa cattolica. Però se ne è parlato male: senza cercare di capire davvero come si può evitare che individui pericolosi possano nuocere. O come aiutare davvero le vittime.
Patricia Zanco, un'attrice di teatro sociale, porta in scena uno spettacolo che racconta la storia vera di Trichiano, in provincia di Belluno, dopo un maestro ha moltestato bambine per 30 anni, grazie al silenzio di chi sapeva o sospettava.
Nell'intervista a City spiega che lo spettacolo è nato dal lavoro dell'associazione Dafne, fondata dai familiari delle vittime. Son temi di cui dobbiamo imparare a discutere bene: il rischio è non fare niente. Oppure farsi prendere dalla paranoia e vedere molestatori dappertutto, che è il rovescio della medaglia. Così si rischia, come è successo, di mandare in carcere maestre innocenti per niente. Anche il caso di Rignano Flaminio sembra essere uno di questi.
Oggi, in tutto il mondo, si celebra la giornata contro la discriminazione di gay e lesbiche. Arcigay e Arcilesbica, in friuli, la ricordano con questa bellissima campagna di manifesti in giro per Udine e Pordenone. Anche perché i ragazzi che fanno da modelli sui manifesti sono tutti friulani Doc. Complimenti.
A differenza di quella promossa dalla ministra per le Pari opportunità Mara Carfagna, dove c'erano solo dolore e ambulanze, mostra l’esistenza di gay e lesbiche. E' migliore anche di quella della regione Toscana di qualche anno fa, in cui si vedeva un bimbo con la fascetta "homosexual". Lì il pensiero andava immediatamente alla questione, da una parte delle etichette, dall'altra all'eterno dilemma: gay e lesbiche si nasce o si diventa?
La campagna friulana, invece, sposta l’attenzione dell’eventuale “problema” non sugli omosessuali, ma sulla società in cui vivono: evitare le discriminazioni è segno della civiltà di tutti. E di cui tutti - etero e gay - devono essere orgogliosi - tanto per usare una parola cara al movimento glbt.
È la cosa migliore che abbia visto finora (in Italia). Purtroppo, come segnala qui sotto l'Elisetta, non tutti i friulani sono così civili: ma l'eccezione sono loro.
Paolo Arnaldi è il responsabile del personale in tutta l'Europa occidentale per Citigroup, la grande banca multinazionale. Citi, insieme a Johnson & Johnson è stata una delle prime aziende ad aderire al progetto di Ivan Scalfarotto, Parks, un'associazione che aiuta le imprese a rendere il luogo di lavoro più gay friendly. Ovvero a evitare un aspetto delle tante discriminazioni che ancora ci sono nel mondo del lavoro (italiano). Cliccate sul testo per ingrandirlo.
L'Italia ha firmato con la dittatura di Gheddafi gli accordi che l'hanno liberata dagli sbarchi di immigrati irregolari (che per altro erano solo il 15% degli arrivi). Ma di cosa succeda davvero in Libia, intanto, nessuno sa niente. Le informazioni che trapelano sono terrificanti: le racconta in questa intervista a City Federico Ubaldi, operatore di Save the Children che ha soccorso molti dei migranti riusciti a sbarcare a Lampedusa. Ovvero quelli con storie "a lieto fine". Cliccate sul testo per ingrandirlo.
La migliore fonte di informazione sulle torture ai migranti in Libia, a mia conoscenza, è il blog di Fortess Europe. Racconta parte dei fatti orribili che succedono ogni giorno, senza che noi diciamo niente, o persino in nome nostro. A me, a volte, sembra di essere come i tedeschi che 60 anni fa convivevano con il nazismo.
Quando si parla della minoranza rom in Italie e in Europa, i luoghi comuni debordano. Peccato che influenzano le politiche reali e quindi anche le vite delle persone.
Sul sito di Giornalisti contro il razzismo c'è un esempio molto istruttivo che ha portato anche l'associazione per i diritti umani Gruppo EveryOne a sporgere denuncia alla Procura di Roma. Tutto è iniziato con la risposta di Beppe Severgnini alla lettera di un lettore del Corriere della Sera. Leggete per credere.
"Ho già 34 anni e non vorrei diventare mamma tardi. Desidero minimo due figli". Il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna si confessa in un’intervista esclusiva sul numero di Chi in edicola domani, mercoledì 5 maggio, e parla di maternità e matrimonio: "Entro l’anno", precisa.
"Marco (Mezzaroma n.d.r.) è più bravo di me con i bambini e desidera molto una femmina perché è pigro e preferirebbe non essere costretto a giocarci a pallone", racconta la Carfagna.
Quello riportato sopra è il lancio con cui l'ufficio stampa di Mondadori pubblicizzava l'intervista pubblicata sul settimanale Chi alla ministra per le Pari opportunità Mara Carfagna. E' assurdo doverlo ricordare a chi per lavoro dovrebbe garantire le pari opportunità dei cittadini, ma tant'è: ANCHE LE FEMMINE GIOCANO A CALCIO.
Ho una laurea in filosofia alla Scuola Normale di Pisa e un dottorato in scienze politiche alla Scuola Sant'Anna. Faccio la giornalista al Corriere della Sera e sono una delle autrici del documentario Diversamente etero. Ho vissuto in Germania, una paese che adoro, e sono dipendente dalle serie tv. Il mio blog è chiuso, ma potete trovare i miei pezzi su Corriere.it o su http://27esimaora.corriere.it/author/elena-tebano/