Battisti, in italia, è stato condannato a 4 ergastoli per altrettanti omicidi, tra i quali quello di suo padre. Grazie alla decisione del Brasile non li sconterà. Rilasciato l’8 giugno, ha detto: “Spero che si riesca a voltare la pagina degli anni ‘60 e che tutto possa essere risolto senza vendette tardive”. Cosa ne pensa?
Noi non vogliamo vendette tardive. Ma se lui ora può cambiare pagina, noi non ci riusciamo: abbiamo il ricordo sotto gli occhi.
Quanti anni aveva quando fu ucciso suo padre?
Avevo 17 anni. Mia sorella ne aveva 12, la più piccola ne aveva 6.
Cosa successe?
Un sabato sera, era il 16 dicembre del 1978, verso la chiusura del nostro negozio, entrarono due rapinatori, due ragazzi molto giovani, intimando di consegnare i soldi.
Suo padre aveva una macelleria, giusto?
Sì, c’erano due clienti, la signora che ci aiutava a fare le pulizie e tutta la nostra famiglia. Mia sorella, la seconda, tirò fuori il cassetto dove tenevamo i soldi (allora non c’erano registratori di cassa) e lo consegnò ai rapinatori. Uno disse che non era tutto l’incasso della giornata e iniziò a sparare.
Sparò nel negozio?
Rivolto a mia sorella, che cadde, anche se non era ferita. Ci sono ancora i segni nelle piastrelle sulla parete. Papà vide mia sorella per terra, e reagì. Disse ai due ragazzi: “Calmatevi, calmatevi!”, ma non è stato possibile farli ragionare. È stato tutto un momento di terrore.
Voi eravate sempre lì?
Sì, c’è stata come un rincorsa tra il rapinatore e mio papà. Il rapinatore lo ha ferito alla testa con il calcio della pistola. Poi hanno tentato di scappare. Papà gli ha detto “Fermi o vi sparo” e purtroppo, il momento è stato fatale, ha ferito uno di loro, che poi è morto in ospedale.
Questo non è il giorno in cui suo padre è stato ucciso, vero?
È stato il momento che ha segnato tutta la nostra storia.
Perché Battisti, con i “Proletari armati per il comunismo” (Pac) ha ‘punito’ suo padre per l’uccisione del rapinatore?
Esatto. La vigilia di Natale qualcuno ci ha messo una scatola di tritolo di fronte al negozio. Sono saltati i vetri delle case. A Capodanno abbiamo ricevuto una telefonata, in cui ci hanno detto che saremmo morti tutti entro mezzanotte: ci hanno vegliato le forze dell’ordine.
Vi avevano preso di mira.
Sì. Il 15 febbraio ci è arrivata una telefonata: hanno detto che erano dell’Ufficio igiene, se eravamo aperti. Abbiamo detto di no, che eravamo aperti il giorno dopo.
Il giorno dell’omicidio di suo padre?
Sì, lui era un po’ agitato, non voleva venire. C’era questa macchina che passava più volte. Nel pomeriggio abbiamo chiesto a papà di venire per aiutarci. Erano le quattro e mezzo, rividi passare la macchina. Poi mi sono allontanato pochi passi, per telefonare a un fornitore. Ho sentito sparare. Sono scappato ai piani superiore.
I suoi erano ancora nel negozio.
Sì dopo dieci minuti sono sceso. Sulle scale c’era un altro vicino. Mi ha detto: “Adriano non entrare, non entrare”.
Lei cosa ha fatto?
Gli ho dato una spinta. E ho visto una scena orribile: mio padre a terra, in una pozza di sangue. Mia madre con il grembiule bianco inzuppato di sangue se l’era preso in braccio, urlava come una pazza.
Lei era solo un ragazzo.
È stato terribile, piango ogni volta che lo ricordo. Non posso perdonare Battisti. Scusate, ma è più forte di me.
Lui dice di essere innocente.
Ma come fa a dire di essere innocente? Ad avere questa malvagità? Le sentenze di condanna sono sul sito dell’Associazione vittime del terrorismo, le possono leggere tutti.
Battisti dice di essere stato condannato in un processo ingiusto, in sua assenza.
Era assente perché nel 1981 è evaso.
Gli anni ‘70 sono stati un periodo di violenze politiche. E c’è chi dice che bisogna usare un altro metro per giudicarne i crimini.
Non c'era niente di politico in casa nostra.
Prima di finire nei Pac, Battisti faceva rapine “comuni”.
Era già un delinquente. E non lo dico io. L’ha detto suo fratello.
Il Brasile, però, ha accolto la tesi che sia stato vittima di un “processo politico”. E gli ha attribuito lo status di rifugiato. Il governo italiano farà ricorso. Cosa si aspetta?
Io ho sempre detto che non voglio Battisti alle sbarre, voglio Battisti pentito. Lui sostiene che ora è un altro uomo. Ma il pentimento è una cosa seria, per me. Io voglio Battisti pentito. A noi ha tolto tutto.
Elena Tebano elena.tebano [ chiocciola ] rcs.it
