Visualizzazione post con etichetta ddl sicurezza. governo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ddl sicurezza. governo. Mostra tutti i post

mercoledì 22 luglio 2009

Lo chiamano "anti-crisi", dentro c'è di tutto



Il governo si appresta a varare il suo "decreto anti-crisi". Un intervento è quanto mai necessario: anche oggi il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro ha avvertito che quest'anno perderemo oltre mezzo milione di posti di lavoro.

Il problema è che nel decreto anti-crisi le misure per contrastare la recessione sono pochissime e poco efficaci. E il governo non ha previsto nessuna vera manovra. C'è solo lo scudo fiscale, che in realtà è un condono, una mini-riforma (inutile) delle pensioni. E un altro paio di leggine che non centrano nulla con la crisi e talmente scandalose da aver suscitato proteste anche nel governo.

La prima dà al governo il potere di costruire centrali energentiche "urgenti" scavalcando i controlli ambientali, la seconda asservisce la Corte dei conti (il cui compito è vigilare su quanto e come spende il governo e sui numeri che distribuisce) al controllo politico del parlamento (e quindi di nuovo alla maggioranza di governo.

Secondo l'articolo 4 del decreto anti-crisi, infatti, in caso di interventi di produzione, trasmissione e distribuzione dell'energia "urgenti" e realizzati con capitali (interamente o prevalentemente) privati nei casi per necessità di carattere socio-economico sarà il Consiglio dei ministri a decidere. E potrà affidarne la realizzazione a dei commissari.

E' il modello Bertolaso, lo stesso usato nella gestione dei rifiuti campani e nella ricostruzione dell'Aquila. Di fatto le autorità civili e locali vengono esautorate, e tutto viene affidato ad autorità escluse dal normale controllo democratico.

In pratica potrete trovarvi un gasdotto sotto casa o, come avverte la ministra dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, persino una centrale nucleare. A quel punto, forse, alla crisi non penserete più...

venerdì 3 luglio 2009

Ddl sicurezza: il fai-da-te contro il crimine



Il ddl sicurezza è legge, nonostante l'opposizione di tutti tranne Pdl e Lega (che però hanno i numeri sufficienti per fare da soli). Secondo il governo "renderà più sicuri i cittadini".

A me sembra di cattivo gusto parlare di "sicurezza", invece che di criminalità, quando le case in cemento armato si sbriciolano perché sono state costruite da truffatori e quando stazioni e case si trasformano in una palla di fuoco per un incidente che doveva essere prevenuto. Per cui parlerò di criminalità: il ddl del governo aiuta davvero a combatterla?

Secondo Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell'Associazione nazionale funzionari di polizia (gente che della materia se ne intende), no. Infatti sottrae fondi alla lotta contro la madre di tutti i crimini d'Italia: la mafia (camorra, 'ndragheta, sacra corona unita: declinatela come vi pare).

"Sono stati tagliati 16 milioni di euro per i collaboratori di giustizia e 5,5 milioni alla Direzione Investigativa Antimafia", spiega Letizia. In più, ddl sicurezza a parte, nel 2009 il governo ha pensato a mandare i militari per strada, sotto il naso dell gente, ma ha sottratto finanziamenti alle forze dell'ordine.

"Al Dipartimento della Pubblica Sicurezza per il suo funzionamento sono stati sottratti ben 650 milioni di euro a decine e decine di capitoli: 190 milioni dalle previsioni e 180 milioni dalla cassa di competenza, altri 180 milioni degli accantonamenti del precedente Governo e 100 milioni per finanziare la fantasia dei sindaci e delle ronde", aggiunge Letizia.

In altre parole il governo all'azione di professionisti come polizia e carabinieri preferisce il fai-da-te dei cittadini organizzate nelle ronde. Il che dimostra che il suo ddl sicurezza è solo un'operazione ideologica: che senso ha togliere 100milioni di euro a chi indaga su rapine, scippi, spaccio, o ha le volanti, le pistole e le energie per beccare davvero i criminali e darli a dagli ex in pensione, senza armi e senza neanche la forza di correre dietro a uno scippatore?

Il testo approvato dal governo, infatti, dice che le ronde dovranno "prioritariamente" essere formate da ex agenti di polizia ed ex militari. Sempre all'insegna del fai-da-te è un'altra norma, che rende legali gli spray urticanti. Bello, viene da dire. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio.

"Il ministro vada a spiegare all'orafa di Arezzo e ai due fidanzati di Bergamo rapinati con spray urticanti rispettivamente il 22 maggio scorso ed il 21 giugno da giovani romeni, che da domani con la libera vendita dello spray al peperoncino tutti noi saremo più sicuri", riassume Letizia.

C'è poi il capitolo immigrazione: anche lì la nuova legge, invece di prevenire e combattere la criminalità, l'aiuta. Basti pensare al reato di immigrazione clandestina: da oggi per il solo fatto di scapparte alla fame, alle dittature o alla guerra, gli immigrati diventano criminali. A quel punto, quando sei nella zona d'ombra dei "fuorilegge", il passo verso la microcriminalità è solo più breve.

In più anche in questo caso la misura è ideologica: il nuovo reato d'esistenza viene punito con un ammenda tra 5mila e 10mila euro. Scoraggerà la gente a entrare in Italia senza visto? No, ma li renderà più ricattabili.

Pensate al migrante che lavora in nero in un cantiere edile, a fare le pulizie in casa o a raccogliere i pomodori nei campi. Se chiederà al datore di lavoro (al "padrone") di regolarizzarlo, quello gli potrà rispondere: "Stai zitto o ti denuncio". Così il lavoro nero, che in Italia già abbonda, avrà un'arma in più. Alla faccia della lotta alla criminalità.

Il ddl, si dirà, contiene il carcere a chi affitta agli irregolari, e quindi previene le angherie dei "padroni" di cui sopra. Anche questo, però, è un altro proclama ideologico. La norma, infatti, contiene una simpatica clausola: le pene valgono solo se l'affittuario lo fa "per ingiusto profitto". Chissà quand'è che l'affitto diventa ingiusto...

Infine: il testo approvato ha anche una parte di lotta alla mafia. Comprende una misura che esclude i destinatari di estorsioni che non hanno denunciato dagli appalti pubblici. Bello, si dirà anche qui. Ecco come lo spiega l'Ansa: "Per partecipare alle gare d'appalto i costruttori dovranno denunciare ogni tentativo di estorsione ai propri danni. Basterà che un pentito, anche in un altro procedimento, sostenga che ci sia stata un'estorsione senza conseguente denuncia, che l'estromissione dalla gara dell'imprenditore è assicurata".

Sai che fantastico strumento di pressione per la mafia? Tu non ti pieghi alle mie richieste? Io prendo uno dei miei uomini condannati e gli faccio dire che ti avevo chiesto il pizzo: a quel punto tu, imprenditore onesto, sei rovinato. Alé!

mercoledì 10 giugno 2009

Muore dissanguata per paura della denuncia



Sui principali giornali la notizia di Ylenia, l'immigrata irregolare morta dissanguata perché aveva paura di chiedere aiuto - avrebbe potuto perdere il lavoro o essere denunciata - non c'è. Ne scrivono solo l'Avvenire, che immagina ciò che nessuno può sapere, e l'Unità, che si limita a riportare l'agenzia dell'Ansa.

La donna, un'ucraina di 40 anni, lavorava ma era senza permesso di soggiorno. Era una di quelle persone che gli italiani disprezzano (almeno quando vanno a votare) ma che poi non si fanno problemi ad assumere per mettere loro in mano genitori e parenti - anche perché costano poco.

Su di loro la Lega ha fatto un'orrenda campagna politica: voleva permettere ai medici di denunciarle. La misura poi non è passata - si sono opposti praticamente tutti, medici in primis - ma questa morte è anche la conseguenza di quella campagna politica.

Ministri e deputati che costruiscono le loro campagne sull'odio dovrebbero sapere che hanno le mani sporche del sangue di Ylenia. Io non riesco a fare a meno di pensare a come dovesse sentirsi nelle sue ultime ore, sola.

Da City di oggi, cliccate per ingrandire.