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mercoledì 7 aprile 2010

L'Aquila, dipende da cosa guardi



Il capo della protezione civile Guido Bertolaso ci promette che in 8 anni l'Aquila tornerà come nuova. Il premier Silvio Berlusconi si vanta del lavoro fatto finora. I politici del centrodestra del Lazio sfilano in città per l'anniversario del terremoto. Secondo il Commissario per la ricostruzione, però, sono oltre 52mila le persone ancora assistite (dato del 29 marzo 2010).

Di queste solo 14.462 sono alloggiate nelle C.a.s.e. in muratura costruite dal governo. Il grande orgoglio berlusconiano delle new town. Altri 1.837 sono nei cosiddetti MAP, i moduli abitativi provvisori, ovvero gli Chalet come quelli costruiti dal Comune di Trento e compagnia.

Sono ancora 4.461 gli sfollati negli alberghi sulle coste. Per ognuno di loro lo Stato paga una diaria di 40 euro, quasi 180mila euro al giorno. In un anno sono costati oltre 65 milioni di euro. Bertolaso dice che la maggior parte di loro vive in case poco danneggiate, che in tre mesi si possono sistemare. Perché non lo hanno fatto, allora? Avremmo risparmiato almeno 48 di quei milioni di euro che sono costati a tutti noi.

Ci sono poi oltre 2.200 persone in affitto e 770 nelle caserme. Anche queste a spese nostre. E va bene, ci mancherebbe, ma prima le facciamo tornare a casa, meglio è per tutti.

Per fine 27mila abruzzesi sono in "sistemazione autonoma". Ovvero hanno preso un container, sono andati a casa dei parenti, si sono sistemati nei garage, o - dice la signora al consiglio comunale dell'Aquila - stanno in case inagibili. Fatti due conti, neppure troppo elaborati, le persone per cui il governo ha trovato una sistemazione, sono molte meno di quelle che un tetto se lo sono trovate da sole. Ma tutto questo continua a costare, e tanto.

Però gli italiani non lo sanno. Per capire come mai, basta guardare il video qua sopra. Il primo è il Tg3, il secondo il Tg1, ovvero la neo-velina governativa. La versione "ufficiale" è quella che circola anche sul Tg2, Tg4, Tg5 e Studio aperto. Anche l'Ansa ha dato solo brevemente i dati sulla sistemazione della popolazione. Il che significa che le radio e i siti web che si basano sulle agenzie per fornire informazioni, sicuramente non hanno dato rilievo alla notizia del gran numero di sfollati. A me non sembra proprio secondaria.

Ps: A differenza di molti altri, non mi ha stupito il risultato elettorale. Con due eccezioni: il Lazio (la Bonino, nonostante tutto quello che aveva contro, ha fatto molto bene) e L'Aquila. Dove però le cose sono andate diversamente da come ce le hanno raccontate: nella zone colpite dal terremoto, la sinistra ha preso il 58%. Lo spiega Miss Kappa sul suo blog.

giovedì 2 luglio 2009

Berlusconi contestato a Viareggio: 3 tg 3 storie



Noemigate, squillo, foto di festini a luci rosse e fidanzati finti made in Mediaset/Mondadori: se mai il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sarà costretto alle dimissioni, sarà per queste cose. A me non interessano - anche se le trovo squallide.

Quello che mi interessa è il famoso conflitto di interessi. Sto diventando collezionista delle sue manifestazioni concrete. Vi ricordate la contestazione di Berlusconi a Viareggio, dopo che ha detto di andarci per "prendere in mano" la tragedia del disastro ferroviario? L'ha raccontata tutta Sky Tg24, la tv del concorrente di Berlusconi Rupert Murdoch, che il premier italiano accusa di fargli la guerra.

I telespettatori del Tg1 e del Tg5, invece, hanno visto tutta un'altra storia. La rilevanza della contestazione è inversamente proporzionale all'influenza di Berlusconi sulle reti in cui vanno in onda i tg. Ecco a voi, appunto, il conflitto di interessi in pillole, messo in fila un servizio dopo l'altro da newsilLecito (nel video qui sopra).

Tra parentesi: nessun giornale o tg ha in mano la verità. Non è bello che ci siano Repubblica (Gruppo Espresso), Sky Tg24 (gruppo Murdoch) e Diva e Donna (gruppo Cairo) a raccontarci più aspetti della vicenda? Se non fosse stato per questo pluralismo avremmo sentito solo una versione della storia.

Qui sotto, invece, la stessa scena dal punto di vista della gente che era lì (a contestare). Più che altro per l'audio: "E se fossero state scorie nucleari?!", grida uno...

lunedì 20 aprile 2009

Berlusconi: "Ministri al cesso e nomine Rai a casa mia"


"I ministri in compenso stavano al cesso! Non scrivere! Cosa scrivi tu? Cosa scrivi?! Guarda che ci sono le riunioni a casa mia per la Rai, eh! Stai attenta! Stai attenta!".

Silvio Berlusconi, conferenza stampa sul G20, 3 aprile 2009



Confesso che questa mi era sfuggita. Poi ho controllato: Repubblica la segnalava in un trafiletto di economia. Forse significa che alle gaffe del nostro premier Silvio Berlusconi, ormai, siamo tutti abituati. Ma questa, oltre al disprezzo per i ministri della Repubblica, conferma la concezione privatistica della televisione pubblica, che dovrebbe essere di tutti. E la convinzione (mascherata da battuta) di poter dire cosa scrivere alla libera stampa. Con tanto di minaccia scherzosa, ma sfacciata, alla giornalista che osa scrivere.

Non riesco a non pensare al famoso filosofo: quello secondo cui "nella società dello spettacolo, l'apparenza è essenza". E infatti, puntualmente, le nomine Rai si sono fatte a casa di Berlusconi: Palazzo Grazioli.