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giovedì 2 luglio 2009

Berlusconi contestato a Viareggio: 3 tg 3 storie



Noemigate, squillo, foto di festini a luci rosse e fidanzati finti made in Mediaset/Mondadori: se mai il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sarà costretto alle dimissioni, sarà per queste cose. A me non interessano - anche se le trovo squallide.

Quello che mi interessa è il famoso conflitto di interessi. Sto diventando collezionista delle sue manifestazioni concrete. Vi ricordate la contestazione di Berlusconi a Viareggio, dopo che ha detto di andarci per "prendere in mano" la tragedia del disastro ferroviario? L'ha raccontata tutta Sky Tg24, la tv del concorrente di Berlusconi Rupert Murdoch, che il premier italiano accusa di fargli la guerra.

I telespettatori del Tg1 e del Tg5, invece, hanno visto tutta un'altra storia. La rilevanza della contestazione è inversamente proporzionale all'influenza di Berlusconi sulle reti in cui vanno in onda i tg. Ecco a voi, appunto, il conflitto di interessi in pillole, messo in fila un servizio dopo l'altro da newsilLecito (nel video qui sopra).

Tra parentesi: nessun giornale o tg ha in mano la verità. Non è bello che ci siano Repubblica (Gruppo Espresso), Sky Tg24 (gruppo Murdoch) e Diva e Donna (gruppo Cairo) a raccontarci più aspetti della vicenda? Se non fosse stato per questo pluralismo avremmo sentito solo una versione della storia.

Qui sotto, invece, la stessa scena dal punto di vista della gente che era lì (a contestare). Più che altro per l'audio: "E se fossero state scorie nucleari?!", grida uno...

lunedì 20 aprile 2009

Berlusconi: "Ministri al cesso e nomine Rai a casa mia"


"I ministri in compenso stavano al cesso! Non scrivere! Cosa scrivi tu? Cosa scrivi?! Guarda che ci sono le riunioni a casa mia per la Rai, eh! Stai attenta! Stai attenta!".

Silvio Berlusconi, conferenza stampa sul G20, 3 aprile 2009



Confesso che questa mi era sfuggita. Poi ho controllato: Repubblica la segnalava in un trafiletto di economia. Forse significa che alle gaffe del nostro premier Silvio Berlusconi, ormai, siamo tutti abituati. Ma questa, oltre al disprezzo per i ministri della Repubblica, conferma la concezione privatistica della televisione pubblica, che dovrebbe essere di tutti. E la convinzione (mascherata da battuta) di poter dire cosa scrivere alla libera stampa. Con tanto di minaccia scherzosa, ma sfacciata, alla giornalista che osa scrivere.

Non riesco a non pensare al famoso filosofo: quello secondo cui "nella società dello spettacolo, l'apparenza è essenza". E infatti, puntualmente, le nomine Rai si sono fatte a casa di Berlusconi: Palazzo Grazioli.

domenica 19 aprile 2009

Europee: Casini sui manifesti è padre ma non marito


“Rispetto le istituzioni, ma è meglio presentarsi con la tribù degli affetti che vivere nell’ipocrisia da Mulino Bianco. Oggi, il politico si deve presentare per quello che è nella realtà”

Pier Ferdinando Casini, Chi, 5 giugno 2007



Nei manifesti per le elezioni europee il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini si presenta come padre e difensore della famiglia. Le varie versioni lo ritraggono con quelli che, presumibilmente, devono ricordare i suoi figli: l'ultimogenito Francesco (nato nel 2007) e la piccola Caterina (nata nel 2004). Sei due bambini siano modelli o davvero i suoi figli, non lo so.

Ma quello che conta è ciò che appare. E così il sostenitore della famiglia Casini ricorda ai suoi elettori di essere padre, ma non marito. Perché? Perché altrimenti, da buon cattolico, dovrebbe comparire con due mogli. E se nel 2001 - quando si insediò come presidente della Camera - portò la sua famiglia allargata , non lo fa per le europee 2009. Nessuna moglie is megl che two.

Tanto per ricordarlo: la prima è stata Roberta Lubich, da cui ha avuto due figlie ora adolescenti e poi divorziato; la seconda e attuale è Azzurra Caltagirone, con cui ha convissuto in peccato mortale svariati anni, per poi sposarla.

Casini, però, non ci sta ad essere giudicato dalla sua vita. "Il fatto che un politico sia divorziato, o sia in una situazione di difficoltà familiare, come nel caso di chi è qui presente, non vuol dire che non possa dire nulla sui Pacs o su altri argomenti legati alla famiglia", ha affermato per esempio a Ballarò, il 17 marzo del 2006.

E' vero, ma solo se non ci fai campagna elettorale. Se ci fai campagna elettorale, allora hai il dovere di farti giudicare, perché vendi dei valori che neppure tu riesci a seguire. Tant'è che anche Casini li cancella dai manifesti elettorali.

La scelta di fare il padre, ma non il marito, ha anche un altro indubbio vantaggio: cancellare il conflitto di interessi che Casini si porta dietro. Di solito l'accusa è rivolta solo al premier Silvio Berlusconi, ma è un errore.

L'Azzurra Caltagirone sposata da Casini nell'ottobre 2007, infatti, è figlia di Francesco Gaetano Caltagirone, costruttore, editore, vicepresidente del Monte dei Paschi di Siena, rilevante azionista di Grandi Stazioni, decimo uomo più ricco d'Italia.

La stessa Azzurra è tutto fuorché una casalinga: è infatti vicepresidente della Caltagirone Editore, che possiede Il Messaggero e Leggo (il gratuito, terzo quotidiano d'informazione italiano, tanto per dire). Strumenti molto potenti, se uno vuole sponsorizzare una causa politica. Ma l'importante è difendere la famiglia, da padre. Alla faccia dell'ipocrisia da Mulino Bianco.