
Sono 294 i morti del terremoto in Abruzzo. A L'Aquila molte delle case che hanno ceduto, accartocciandosi su se stesse, risalgono agli anni '70. E in teoria erano in cemento armato.
In pratica, come racconta Attilio Bolzoni, no.
Il cemento armato, infatti, dovrebbe reggere fino a 300 chilogrammi per centimetro quadrato. In Italia, spiega Carlo Bonini, ci sono
scuole che reggono solo 46 kg per cmq (il liceo Romita di Campobasso) e asili, quello di Cefalù, che ne reggono ancor meno: dodici. Perché?
"Diciamo che fatto 100 il costo della costruzione, chi gioca con la qualità del cemento arriva a guadagnare fino a 50, 60. Chi costruisce a regola d'arte è al 30", ha spiegato, sempre a Bonini, Paolo Clemente, ingegnere della task force Enea-Protezione civile.
Berlusconi, quando gli hanno chiesto se secondo lui i morti de L'Aquila fossero dovuti anche alla cattiva costruzione degli edifici, ha detto
di non credere che ci fossero state irregolarità, ma piuttosto che i palazzi crollati "rappresentano le tecnologie dell'epoca".
Berlusconi, prima di diventare un imprenditore dei media, è stato soprattutto un costruttore. E la sua mi sembra quanto meno una risposta ingenua. Come fa a non sapere che c'è chi costruisce male?
In ogni caso vorrei conoscere chi ha tirato su le case che ora sono andate giù. L'Impregilo, il grande gruppo di costruzioni che una volta era della Fiat ed ora è di Benetton-Gavio-Ligresti (a loro volta azionisti importanti del
Corriere della Sera), ha consegnato l'ospedale de L'Aquila nel 1991. Quello che ora è inagibile. Ma l'Impregilo dice di averlo fatto sulla struttura in cemento armato che ha trovato già pronta. Allora chi l'ha costruito? E chi ha costruito il liceo di Campobasso o l'asilo di Cefalù?
Si dovrebbero identificare, attraverso controlli a campione, le imprese che hanno barato sul cemento armato in giro per l'Italia ed
escluderle per sempre da ogni gara d'appalto. Chiuderle. Sarebbe un ottimo segnale di dissuasione.
Invece la maggioranza di centrodestra,
con un emendamento del senatore Pdl Gabriele Boscetto,
ha rimandato di un altro anno (il 2010) l'entrata in vigore delle norme antisismiche pronte dal 2003. Questo è un pessimo segnale.
E poi: perché non trasformare il piano casa in una serie investimenti per rendere sicuri almeno gli edifici pubblici italiani nelle zone a rischio? Si potrebbe cominciare dal liceo di Campobasso e dall'Asilo di Cefalù. E così si ridurrebbe il rischio di
cantieri irregolari e incontrollati.