
La lista è comparsa stamattina,
uno scarno elenco di nomi, senza commenti, né firme a sostenerne la credibilità. Adesso sembrano parlarne tutti, i
giornali istituzionali, quelli
d'assalto,
blogger ed
esponenti di punta del modo lgbt. La maggior parte dei commenti sono contro.
Il migliore, però, l'ha fatto Massimo Corsaro del Pdl, che di quella lista fa parte: "
Meglio lì che nella lista degli interisti occulti". Chapeau. E' riuscito a smarcarsi con un commento che la maggior parte degli italiani prenderà come molto "maschio" (W il calcio), senza dire niente di omofobo.
Ma la domanda rimane: è giusta un'operazione del genere?
Io sono tra le poche persone in Italia a credere che dai politici si debba pretendere coerenza. Per principio. E non me ne frega niente se è una battaglia persa. Per cui, sì, se il premier Silvio Berlusconi firma e sbandiera una legge che punisce la prostituzione perché sbagliata, voglio sapere se poi va a puttane.
Non perché è un crimine, ma perché è una sfacciata contraddizione con quello che va sostenendo pubblicamente e rappresentando politicamente. Di converso, non me ne frega assolutamente niente di sapere se Marco Pannella si droga o con chi va a letto, perché ha sempre pubblicamente sostenuto la depenalizzazione delle droghe e anche l'amore libero.
E allora veniamo ai politici omofobi. E' giusto denunciare i gay conniventi con le politiche discriminatorie dei loro partiti? E' giusto denunciare persone che vivono in un determinato modo e fanno politica nel modo opposto? Uno degli argomenti di chi risponde "No" è:
l'espressione della propria sessualità è un atto di libertà individuale, non può essere forzato. E molti di loro non sono dichiarati perché sennò in quei partiti non potrebbero mai fare politica.
Non sono d'accordo. Chi aspira a un ruolo pubblico ha responsabilità più grandi degli altri cittadini.
E fare coming out pubblicamente, se uno/una ha ruoli pubblici, significa combattere l'omofobia: io credo che sia una sorta di dovere (fatta salva l'incolumità personale). E se vogliono stare in istituzioni/partiti o associazioni che li condannano per quel che sono, il problema è loro.
Tutti argomenti a favore della lista outing. Invece così come è fatta è
profondamente sbagliata.
1. Ci sono solo politici del centrodestra.
Perché? Gli omofobi sono anche a sinistra.
2. La denuncia è anonima. Se fai un'operazione del genere, devi prenderti la responsabilità di quello che fai. Si chiama resistenza civile, si paga anche con il carcere. Devi avere il coraggio di mettere la tua faccia su quella denuncia e di pagarne le conseguenze. Altrimenti sembri
altrettanto vigliacco dei politici gay che fan finta di essere etero.
3. Voglio, fatti, circostanze, evenienze. A leggere una scarna lista di nomi,
l'impressione è che il loro unico torto sia essere GAY, non omofobi. Voglio che tu mi dica come puoi dimostrare che sono gay. Voglio sapere cosa han fatto, detto e votato. Proprio come faresti quando vuoi denunciare che Berlusconi fa le leggi antiprostituzione e poi frequenta prostitute.
Solo così, quell'operazione può aprire un dibattito e produrre un cambiamento.
Fatta come l'ha fatta la listaouting, produrrà solo pettegolezzo. Domani verrà dimenticata, e oggi, quando qualcuno se la prenderà con quei dieci, non dirà "stronzi ipocriti". Dirà brutti froci.
ps: aggiorno con il link all'articolo di Gay.it in cui effettivamente si dice cosa hanno fatto questi dieci. Gay.it pubblica anche un furibondo editoriale di Alessio De Giorgi che condivido pienamente.