Spesso i maltrattamenti vanno avanti per anni, prima che le donne riescano a lasciarsi alle spalle queste situazioni angosciose. Oppure si concludono con un omicidio: succede ogni tre giorni, in Italia. I cosiddetti «raptus» sono rari: nel 70% dei casi gli uomini uccidono dopo lunghi periodi di vessazioni e stalking.
venerdì 1 giugno 2012
Il silenzio delle donne "normali"
Spesso i maltrattamenti vanno avanti per anni, prima che le donne riescano a lasciarsi alle spalle queste situazioni angosciose. Oppure si concludono con un omicidio: succede ogni tre giorni, in Italia. I cosiddetti «raptus» sono rari: nel 70% dei casi gli uomini uccidono dopo lunghi periodi di vessazioni e stalking.
L'inchiesta del Corriere sulla violenza sulle donne
«Non sta succedendo a me». Luisa, 38 anni, toscana, dice di essere andata avanti per mesi con quel pensiero fisso. Mesi durante i quali il fidanzato, da cui attendeva un figlio, alternava momenti di tenerezza a scatti di ira, carezze e botte. Chi lavora con le donne maltrattate spiega che dalla fase «non sta succedendo a me» passano quasi tutte. Quasi tutte le donne vittime di quelle violenze che nascono — e si ripetono — nella coppia.
Sono 59 le donne uccise in Italia dal partner o dall’ex partner nel 2012: nei primi quattro mesi del 2007, cinque anni fa, erano state «solo» 29. Questi numeri raccontano un’emergenza nazionale. Anche perché gli omicidi, spesso, sono solo l’ultimo atto di anni di abusi, vessazioni, maltrattamenti. Storie quotidiane, ci insegna la cronaca. Storie che possono capitare a chiunque.
«La violenza dei numeri, le responsabilità di tutti» è la lettera aperta che verrà consegnata oggi al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dalle «Donne in rete contro la violenza», un’associazione che raggruppa 60 centri dei 130 esistenti nel Paese. Un doppio appello: affinché la lotta alla violenza tra le pareti domestiche diventi una priorità per il governo e affinché non vengano tagliati i fondi ai centri che quelle donne soccorrono. E proteggono
Il 94% degli utilizzatori di social network mente
Di seguito la seconda puntata della mia inchiesta sul dating online uscita su la 27esima ora, il blog di genere del Corriere della Sera
Attratti dagli opposti o in cerca di somiglianze, lo decide l'algoritmo
In America un single su tre cerca su Internet le persone con cui uscire. Si chiama dating online, con un’espressione intraducibile in italiano («appuntamenti in rete» non rende l’idea, anche perché sul web si stabilisce il contatto e poi si esce di persona, o almeno quello è l’obiettivo).
Ne ho parlato ieri sul Corriere: il fenomeno è sempre più diffuso anche da noi e solo Meetic.it, uno dei siti specializzati, ha sette milioni di iscritti italiani. Confesso che prima di fare le ricerche per l’articolo non ne conoscevo il funzionamento e lo collegavo alle bacheche di annunci sentimentali o alle vecchie «agenzie matrimoniali». Se questi ultimi hanno abituato le persone a tenere i contatti con i propri amici anche quando non sono presenti, il dating online è un modo per raggiungere potenziali partner anche se non sono presenti.
«È diventato pacifico che ormai Internet aiuta a estendere la propria socialità, sia perché si è sradicati dopo aver cambiato città, sia perché si è troppo radicati e si frequentano le stesse persone dai tempi delle superiori», dice il direttore di Meetic Italia Maurizio Zorzetto. E non è un caso se la maggior parte degli utenti del sito vive a Milano, Roma e Napoli, oppure in Sicilia e Sardegna. Continua a leggere
L'amore è un social network
Cambiano le regole dell'incontro, i siti di dating online come sociale network
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venerdì 4 maggio 2012
Comuni contro la crisi: Capannori e la dote ai lavoratori

Il Comune dà la «dote» ai lavoratori: chi li assume riceverà tra i tre e i cinquemila euro
MILANO - Una «dote» ai lavoratori disoccupati da portare all’azienda che li assume. È l’iniziativa che il Comune di Capannori, in provincia di Lucca, si è inventato contro la crisi. «Potevamo limitarci a stanziare sussidi per chi ha perso o non trova lavoro», spiega il sindaco Giorgio Del Ghingaro, 53 anni, alla guida di una giunta di centrosinistra. «Ma abbiamo cercato una soluzione che, oltre ad assistere i lavoratori in difficoltà, possa aiutare a far ripartire l’economia locale, in questo momento in ginocchio». Capannori, 46mila abitanti e seimila imprese in 156 chilometri quadrati, ospita il più grande polo cartario d’Europa. «Finora le multinazionali della carta hanno retto, ma il blocco generale dei pagamenti ha colpito l’indotto: in generale le piccole e medie aziende fanno fatica ad andare avanti», dice il sindaco. continua a leggere
Diversamente etero e le immagini dell'omosessualità in tv

Diversamente etero: in Italia puoi essere lesbica, l’importante è non dirlo
In 25 anni e 6300 puntate della trasmissione, il pubblico di Beautiful si è abituato praticamente a tutto: tradimenti, rapporti ai limiti dell’incesto, gemelle segrete e simil-risurrezioni. Adesso la soap più vista al mondo, che in Italia va in onda su Canale 5, ha deciso di raccontare anche una storia d’amore tra donne. Verrà svelata negli Usa nelle prossime puntate, da noi arriverà tra un anno. Spesso i personaggi lesbici sono considerati un modo «facile» per alzare gli ascolti: fanno scandalo, solleticano curiosità morbose e un po’ guardone e poi scompaiono nel nulla da cui sono venuti. Ne ha parlato sulle pagine del Corriere della Sera Alberto Bevilacqua. Ma è sempre così? Oppure queste storie possono avere, anche loro malgrado, un effetto più profondo?
Una vicenda italiana, la relazione tra Sarah Nile e Veronica Ciardi al Grande Fratello 10, suggerisce di sì. Da un bacio tra le due ragazze è nato un movimento di massa: migliaia di donne, che non si conoscevano e non avevano retroterra comuni, hanno iniziato a incontrarsi prima su internet e poi dal vivo, fino a seguire le due concorrenti per tutta Italia e persino all’estero. E a cambiare le loro scelte di vita. L’abbiamo raccontato in un documentario che ho girato con Milena Cannavacciuolo, Marica Lizzadro e Chiara Tarfano, Diversamente etero, uscito nel 2011. continua a leggere
Dormire in ufficio e lavorare meglio
Niente di più sbagliato: un numero crescente di ricerche rivela i benefici delle pennichelle per aumentare la produttività sul lavoro, e infatti si moltiplicano le aziende che offrono ai loro dipendenti la possibilità di riposare in ufficio. continua a leggere
