Il referendum di domenica e lunedì nasce due anni fa, quando tutti ci avevano fatto credere che con questa legge elettorale (la "
porcata" di Calderoli) fosse impossibile governare. In realtà era il centrosinistra a non aver preso abbastanza voti (al Senato ne aveva meno del centrodestra):
Silvio Berlusconi ha dimostrato che con le porcate si governa benissimo.
Oggi quel referendum, che sembrava l'unico modo per costringere i partiti a cambiare una pessima legge elettorale,
è diventato controproducente. Lascia intatti i peggiori aspetti della legge: le circoscrizioni assurde, le liste bloccate senza preferenze, il premio di maggioranza locale con criteri oscuri.
Non solo: il sì ai primi due quesiti
riesce a peggiorare ancora la legge di Calderoli - una cosa che sembrava impossibile. Se passasse, il partito di maggioranza relativa, avrebbe in automatica la maggioranza di deputati e senatori. Tanto per fare un esempio: con le percentuali delle ultime europee, il Pdl avrebbe il 55% dei seggi con il 35% dei voti.
Immaginatevi oltre 470 - tra Senato e Camera - Ghedini, Gasparri, Matere (Barbara), Carfagne, Brambille e compagnia. Una maggioranza di uomini e donne disponibili ai voleri del capo. Oltretutto a spese nostre.
Per me non c'è dubbio:
il sì ai primi due quesiti non deve passare. La cosa migliore è astenersi, per evitare che raggiungano il quorum.
Sono invece per
sì al terzo quesito, quello che se passasse vieterebbe le candidature multiple. Non risolve l'assenza delle preferenze, ma almeno evita che un candidato possa presentarsi ovunque, come hanno fatto Silvio Berlusconi, Antonio di Pietro e Luigi De Magistris a queste elezioni.
Non si tratta per me di impedire che poi il plurieletto decida chi passa al posto tuo, scegliendo dove dimettersi, come invece vanno ripetendo in tanti. Piuttosto di costringere i candidati ad avere
un maggior rapporto col territorio, a presentarsi solo dove sono conosciuti per il loro lavoro politico.
Ecco allora come voterò al referendum: rifiuterò la prima e la seconda scheda, voterò sì alla terza. In questo modo spero anche che passi un messaggio: questa legge va modificata (votando no potrebbe sembrare che vada bene così), non basta abrogarne una parte.
Se poi si rivelerà complicato rifiutare solo due schede su tre, allora sceglierò
l'astensione per tutti i quesiti.