martedì 31 marzo 2009

In fuga dall'Afganistan con i torinesi in gita

Mentre gli altri tiravano fuori le valige, lui è uscito barcollante dal vano della ruota di scorta. Un ragazzo afgano è arrivato così a Chieri, in provincia di Torino, accovacciato sulla ruota di scorta di un autobus. Per un'amara ironia della globalizzazione, quell'autobus riportava a casa degli studenti poco più grandi di lui, di ritorno da una gita scolastica in Grecia.

L'hanno ricoverato per una notte e poi lasciato andare: la legge italiana, per fortuna, non punisce i minori solo perché non hanno il permesso di soggiorno.
Non so se gli studenti torinesi lo abbiano visto. Ma lui ha senz'altro ha sentito scherzare e cantare loro, come si fa sempre in gita. Per oltre 24 ore, quanto ci hanno messo ad arrivare. E per un momento si sono trovate accanto due facce del mondo in cui viviamo: se nasci nel Paese giusto, a 16 anni vai in pulman all'estero per una gita d'istruzione. Se nasci in quello sbagliato, per sopravvivere.

Il Pd non ha il coraggio di essere un partito


A Milano la campagna elettorale è già iniziata: il faccione di Filippo Penati campeggia su molte strade. Sfondo bianco-democristiano, slogan "La Provincia e oltre" (dove, a quel paese?), ma nemmeno un simbolo di partito. La preoccupazione più grande di Penati, che viene dal Pci, è far dimenticare a tutti che sta nel Pd.

Il mesaggio è semplice: dovete votare Penati, è lui che conta. Il Pd, come partito, non conta. Anzi, forse non esiste nemmeno (Serracchiani dixit).
Il filosofo Slavoj Zizek sostiene che nella società dello spettacolo l'apparenza è l'essenza. E allora vediamo l'apparenza: il manifesto elettorale del Pd.

Chiede di votare le persone del Pd. Anche qui, il partito non esiste. Ci sono un "papà", una "grafica", un "pensionato", una "consulente del lavoro". Perché qualcuno dovrebbe votarli? Un politico è qualcuno che sa trovare soluzioni a dei problemi, non basta che sia uno come me. Altrimenti a che mi serve? Né mi aiuta sapere che la gente comune vota il Pd.
Per paura di perdere, il Pd non ha il coraggio di essere un partito. Forse nemmeno le idee.

lunedì 30 marzo 2009

A un anno dall'Expo

Dodici mesi fa, Milano "vinceva" l'Expo 2015. L'anniversario cade domani.
Ve lo ricordate?
A quanto pare non se lo ricorda nessuno, perché ad oggi la società Expo 2015 spa, nata dalllo scontro tra governo ed enti locali per decidere chi doveva gestire l'evento, non ha ancora un amministratore delegato. E soprattutto ha solo a 120 mila euro di capitale per organizzare il tutto.

Il congresso di An

Diego Bianchi è andato dietro le quinte della scioglienda An. E ha portato delle chicche - anche per chi non ama il romanesco.

Debora Serracchiani

Non basta certo a cambiare il Pd. Ma almeno è una rappresentate politica che esprime quello che pensano i suoi elettori. Il video del suo intervento in due parti.



sabato 28 marzo 2009

Debora Serracchani: "L'Italia non è fatta di cadaveri"

L'intervista a Debora Serracchiani uscita su City venerdì scorso.